Alleanza Verdi Sinistra Prato si schiera al fianco della Curva Ferrovia Matteo Ventisette, che domani inscenerà una protesta fuori dallo stadio Lungobisenzio prima del fischio d’inizio della sfida fra Prato e Siena. Nel mirino ovviamente il mancato ampliamento della capienza massima dell’impianto di via Firenze in tempo per il match fra biancazzurri e bianconeri.
IL COMUNICATO
Tenere i tifosi fuori dai cancelli del Lungobisenzio in occasione del derby contro il Siena è l’emblema di un cortocircuito che la nostra città non può più permettersi. AVS Prato esprime pieno sostegno alla protesta della Curva Ferrovia: non si tratta solo di tifo, ma di una legittima richiesta di rispetto per l’identità e la dignità di una comunità intera.
Lo stadio come bene comune
Per noi, lo stadio non è una fredda infrastruttura di cemento, ma un organo vitale della città. Vedere settori deserti per limitazioni burocratiche mentre centinaia di tifosi restano sul marciapiede è un insulto al concetto di “bene comune”. La politica ha il dovere di garantire che gli spazi pubblici siano accessibili, sicuri e funzionali. Quando la burocrazia prevale sulla realtà dei fatti, significa che il sistema ha fallito la sua missione principale: servire la cittadinanza.
Un limite allo sviluppo e alla coesione
Prato è la terza città del Centro Italia e non può continuare a essere gestita con la timidezza di un piccolo centro di provincia. Aumentare la capienza dello stadio, operando nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, non è solo una necessità tecnica, ma un atto dovuto di riconoscimento al lavoro della Presidente Asmaa Gacem. La sua gestione ha avuto il grande merito di riportare, dopo troppi anni di distacco e disillusione, la passione vera e la gente allo stadio. Questo nuovo clima di entusiasmo è un patrimonio della città che le istituzioni non possono ignorare o, peggio, penalizzare con tempi amministrativi biblici. L’incapacità di adeguare la capienza in tempo per eventi di tale richiamo è il sintomo di una macchina amministrativa che necessita di uno shock di efficienza.
Chiediamo che l’iter per l’agibilità sia reso pubblico e consultabile. I cittadini devono sapere dove e perché le pratiche si incagliano tra uffici comunali e Commissioni di Vigilanza. Ogni giovane che oggi trova i cancelli chiusi è un potenziale legame spezzato con il territorio. Se vogliamo una Prato viva nel 2050, dobbiamo coltivare oggi il senso di appartenenza, non respingerlo.
Le nostre richieste
AVS Prato chiede all’Amministrazione Comunale e a tutti gli organi competenti un impegno straordinario e immediato per:
Sbloccare definitivamente la capienza del Lungobisenzio, superando la politica delle “toppe” e dei rinvii.
Snellire le procedure autorizzative, garantendo la sicurezza senza che questa diventi un paravento per l’inerzia.
Restituire centralità alla passione popolare, riconoscendo nel tifo organizzato un elemento fondamentale di coesione sociale e non un problema di ordine pubblico.
“Non possiamo accettare che la burocrazia diventi un muro tra la città e la sua squadra,” dichiara Alessio Laschi, segretario di SI. “Sostenere lo sblocco dello stadio significa difendere il diritto alla socialità e alla bellezza del calcio vissuto dal vivo, proprio ora che la città è tornata a innamorarsi del biancazzurro, sostenere lo sblocco dello stadio significa difendere il diritto alla socialità e valorizzare chi, come la Presidente Gacem, sta investendo per tenere viva la storia sportiva della nostra comunità. Siamo e saremo al fianco di chi chiede che il Lungobisenzio torni a essere, a tutti gli effetti, la casa dei pratesi.”












