Una società che guarda ai podi nazionali senza dimenticare la propria missione educativa. La Futura Club Prato continua a crescere e a rappresentare una delle realtà sportive più importanti del territorio, grazie ai risultati ottenuti e all’impegno quotidiano nella formazione di centinaia di giovani.
A raccontare la storia, i successi e le prospettive del club è il presidente Roberto Di Carlo, che ripercorre con emozione i momenti più significativi degli ultimi anni.

“Quando nel 2022 abbiamo conquistato lo storico titolo italiano nella categoria Ragazze abbiamo capito che stavamo percorrendo la strada giusta”, racconta. Un successo che ha aperto una fase straordinaria per la società pratese, culminata nel trionfo agli Assoluti del Foro Italico con Ginevra Marchetti e Gabriele Minak campioni d’Italia nel doppio mixed.
Risultati che non rappresentano episodi isolati, ma il frutto di un progetto costruito nel tempo. “Dietro ogni medaglia ci sono anni di lavoro, relazioni di fiducia e una visione condivisa. Sapere che i nostri ragazzi non solo dominano in Italia, ma che oggi girano il mondo con la Nazionale collezionando medaglie internazionali, ci riempie di un orgoglio pazzesco”, spiega Di Carlo.
Negli ultimi anni la società si è distinta a livello nazionale nel nuoto artistico, senza formule magiche. “Dietro ai successi dell’artistico c’è la firma e la dedizione di uno staff guidato da Simona Ricotta, che è stimata in tutta Italia. Per la nostra società sono importanti la coerenza, lavoro di squadra e tre pilastri sacri: continuità tecnica, amore per il territorio e sostenibilità sociale“.
L’obiettivo della Futura è chiaro: creare opportunità per i giovani atleti senza costringerli a lasciare la città. Una filosofia che ha portato la società a vivere storie sportive “pazzesche” e soddisfazioni come convocazioni in rappresentativa e collegiali della Nazionale di Sara Ciolini, Aurora Ballotti e Margherita Tempestini, oppure la vittoria di Gioele Maria Origlia nei 100 stile liberi con un tempo incredibile o i risultati in “acque libere” di Niccolò Barni, sono solo esempi di storie che hanno portato la società ad avere una risonanza nazionale ad affidarsi a Marco Bonti, un direttore tecnico con alle spalle esperienze di atleti olimpici.
Vogliamo strutturare l’alto livello nella nostra città, per dire ai ragazzi: “Potete vincere e sognare in grande senza dover scappare da casa e trasferirsi chissà dove”.
Ma accanto ai successi agonistici esistono sfide quotidiane tutt’altro che semplici. Tra queste, la più urgente riguarda gli impianti sportivi. La chiusura della piscina Colzi-Martini ha infatti costretto la società a distribuire le proprie attività su cinque strutture diverse.
“È stata una vera mazzata”, ammette il presidente. “Per le famiglie significa affrontare continui cambi di orari e spostamenti, mentre per gli atleti diventa più difficile garantire continuità agli allenamenti”.
Non meno importante è la sfida culturale. “Oggi dobbiamo confrontarci con la sedentarietà, con gli smartphone e con l’idea sbagliata che il nuoto sia uno sport monotono. In realtà l’acqua insegna disciplina, carattere e rispetto delle regole”.
Guardando all’imminente nomina del nuovo assessore allo sport, la Futura Club Prato non presenta un elenco di richieste ma propone una visione. Le priorità indicate da Di Carlo sono tre: stabilità nella gestione degli impianti, sostegno ai talenti meritevoli che rappresentano Prato e una maggiore valorizzazione del nuoto come strumento educativo e di sicurezza pubblica.
“Lo sport acquatico non è soltanto agonismo. Significa salute, inclusione e prevenzione. È un investimento sulla qualità della vita della comunità”.
E tra dieci anni? Il sogno del presidente va oltre le medaglie.
“Vorrei che sentendo nominare la Futura Club Prato le persone non pensassero soltanto ai titoli conquistati. Mi piacerebbe che la considerassero una grande famiglia, un luogo capace di aiutare bambini e ragazzi a diventare adulti migliori. Sarebbe questo il nostro successo più bello”.
Una visione che racconta bene l’identità della società pratese: vincere, sì, ma senza mai perdere di vista il valore educativo dello sport.













