Caso Lungobisenzio, il 3 settembre nuovo sopralluogo. Politano: “Al lavoro perché ogni rilievo sia superato”

Il Prato si è detto pronto a collaborare con la Commissione comunale per arrivare al traguardo dell'ampliamento. Diretto invece l'attacco a "chi impiega tempo ed energie per rallentare il nostro percorso"

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A due giorni dal “no” della Commissione comunale sui locali di pubblico spettacolo all’ampliamento della capienza massima dello stadio Lungobisenzio, l’Ac Prato ha rotto il silenzio. Non solo provando a dare la propria versione dei fatti, ma anche svelando la data del prossimo sopralluogo: giovedì 3 settembre. In questi giorni quindi la società biancazzurra potrà colmare le lacune palesatesi mercoeldì scorso. “AC Prato comunica che per il prossimo 3 settembre è stato fissato un nuovo sopralluogo della Commissione Comunale di Vigilanza, finalizzato al rilascio del parere per l’ampliamento della capienza dello Stadio Lungobisenzio fino a 2.980 spettatori. Nel corso della seduta del 26 agosto la Commissione ha formulato ulteriori richieste tecniche e documentali. La Società, insieme ai propri professionisti, è già al lavoro per completare puntualmente ogni adempimento indicato nel verbale”, afferma il club laniero, sottolineando l’intenzione di voler collaborare con il Comune. “AC Prato rispetta pienamente il lavoro della Commissione e di tutte le istituzioni coinvolte, con le quali continua a collaborare in maniera seria, trasparente e costruttiva. La sicurezza del pubblico non ammette scorciatoie e la Società intende presentarsi al prossimo sopralluogo con ogni prescrizione adempiuta e ogni documento in ordine”, la posizione del sodalizio presieduto da Antonio Politano.

Al tempo stesso, il Prato si è scagliato contro coloro che, a detta dei biancazzurri, stanno ostacolando il raggiungimento dell’ampliamento della capienza del Lungobisenzio. Non si fanno nomi e cognomi, ma il riferimento all’ex presidentessa Asmaa Gacem e a Stefano Tesi di Nova Sicurezza, entrambi estromessi lo scorso marzo, pare evidente. I due infatti avrebbero effettuato delle segnalazioni in Procura e alle competenti autorità in merito a delle irregolarità riguardanti l’iter per l’aumento a 3.000 posti della capienza dello stadio. “AC Prato non può continuare a fingere di non vedere ciò che sta accadendo intorno allo Stadio. Con una puntualità che sarebbe encomiabile se fosse impiegata nell’interesse del Prato, continuano infatti a manifestarsi “iniziative” laterali, volte a disturbare e a creare problemi. La risposta sarà data con atti, documenti e lavori eseguiti. E sarà data anche nelle aule di giustizia, proseguendo con assoluta determinazione le azioni risarcitorie già avviate e documentando ogni ulteriore danno, costo o ritardo riconducibile a condotte ingiustificate o strumentali”.

A prendere la parola è poi in prima persona Politano. «Comprendo perfettamente l’impazienza dei nostri tifosi e voglio rassicurarli. L’ampliamento della capienza resta una priorità assoluta e stiamo lavorando affinché il 3 settembre ogni rilievo risulti superato.
Abbiamo ereditato una situazione nella quale, aprendo un cassetto, non sempre si trovavano soltanto le chiavi dello Stadio. Continuano a emergere adempimenti trascurati, situazioni mai regolarizzate e problemi che avrebbero dovuto essere risolti molto tempo fa. Li stiamo affrontando uno per uno, senza cercare alibi e senza scaricare sulle istituzioni responsabilità che non hanno.
Ringrazio il Comune, a partire dal Sindaco, la Commissione e tutti coloro che stanno contribuendo concretamente alla soluzione dei problemi. La loro prudenza è comprensibile e il loro lavoro merita rispetto, soprattutto quando qualcuno sembra particolarmente interessato ad alimentare difficoltà e tensioni. A chi, invece, impiega tempo ed energie per rallentare il percorso dell’AC Prato, magari attraverso persone e strumenti già conosciuti, rivolgo un invito molto semplice: continui pure, se ritiene. Noi continueremo a lavorare. Ma da oggi continueremo anche ad annotare, uno per uno, i ritardi, i costi e i danni provocati. Non ci sfugge chi si muove e da quale ambiente provenga. Non faremo nomi in un comunicato stampa, perché i nomi, quando necessario, si fanno negli atti giudiziari. E in alcuni di essi già sono stati fatti».