È soddisfatto Alessandro Dal Canto, al ritorno in conferenza stampa post partita dopo la squalifica, dopo la bella vittoria di oggi ottenuta a Città di Castello contro il Trestina: «Non era facile vincere così contro una squadra in forma. Siamo stati bravi e fortunati a sbloccarla subito per poi non mollare ed avendo almeno altre due occasioni per raddoppiare subito. Abbiamo fatto quello che dovevamo e nel finale potevamo anche dilagare». Sono 540 i minuti senza prendere gol, sei vittorie consecutive, ma l’allenatore laniero non si scompone: «Non mi aspetto partite facili ed allo stesso tempo non penso all’imbattibilità della nostra porta. Le statistiche nello sport sono fatte per essere “rotte”. Piuttosto dobbiamo concentrarci per inseguire il secondo posto, sarebbe un risultato incredibile visto com’era partita la stagione».
Su D’Orsi, impiegato in mezzo al campo:« Francesco è un giocatore offensivo, sposta gli equilibri mentre Zanon lo vedo più attento difensivamente. Sto provando ad impiegarlo più avanti per sfruttare al meglio le sue capacità, ma come sappiamo può benissimo anche fare il 5 di difesa». Oggi difensivamente il Prato ha giocato con una linea difensiva più alta: « Abbiamo impostato a 4 fin dall’inizio e soprattutto stiamo provando ad abituarci a stare più alti. Per nostra attitudine non è una cosa che ci riesce con facilità, ma già con il Grosseto siamo riusciti a migliorarlo tanto rispetto alla partita con il Seravezza. Oggi non volevamo lasciare giocare i nostri avversari ed abbiamo messo in atto una linea più alta con ancora più successo. Ci tengo a precisare come mi piaccia il nostro modo di difendere a zona e non a uomo. Con quest’ultima difesa rischiamo di lasciare troppa responsabilità individuale mentre mi piace che la mia squadra sia organizzata per difendere».
Infine sulla rosa: « Sono contento per Sarpa, fa morale ritrovare quantomeno in gruppo un giocatore come lui. Adesso abbiamo recuperato tanti infortuni e squalifiche ed ho 15-16 giocatori da utilizzare. L’egoismo di voler partire dall’inizio deve venire dopo, dobbiamo pensare alla squadra e far sì che la competizione per i minuti aumenti le nostre motivazioni».












