All’indomani della vittoria del Prato contro il Siena, è tornata a parlare Asmaa Gacem. L’ex presidentessa biancazzurra ha affidato ai propri social un pensiero dedicato ai calciatori lanieri. “Voglio scrivervi perché sono profondamente orgogliosa di voi, del percorso che avete fatto e della crescita costante che avete dimostrato. Siete già nella storia di Prato dal primo giorno che avete firmato. Avete accettato una sfida al buio, specialmente chi e arrivato per primo e non ha trovato nulla: né un pallone, né una palestra, solo lavori in corso. Eppure, mi avete dato fiducia perché ci ho messo la faccia, guardandovi negli occhi”, scrive l’imprenditrice.
“Insieme abbiamo perso, vinto e pareggiato. Abbiamo pianto, ci siamo incazzati e abbiamo riso. Ma soprattutto, avete regalato una felicità immensa alla città, ai tifosi, alle vecchie guardie e a chi ha messo piede allo stadio per la prima volta, innamorandosi di questi colori proprio come è successo a me”, continua Gacem, spiegando brevemente anche quanto stia accadendo in questo momento per quanto concerne la sua situazione personale. “Non ho cercato un contatto diretto o ‘muso duro’ in questi ultimi tempi solo perché mi è stato impedito in modo illegittimo – una storia che andrà avanti nelle sedi opportune. Non volevo forzare la mano o influenzare l’umore dello spogliatoio trovandovi di fronte un Presidente che non avevate mai visto prima. Ma sappiate che il mio sostegno non è mai mancato”.
Il messaggio di Gacem – che è stato apprezzato a suon di likes dai calciatori biancazzurri – si conclude così: “Sono orgogliosa di ognuno di voi e del Mister, a cui ho dato massima fiducia fin da quel primo colloquio di due ore per convincerlo a salire a bordo. Andate a testa alta: siete il Prato, la squadra che ogni città sogna. Al di là del campo, siete tutti dei bravi ragazzi; forse è stato questo il nostro unico ‘difetto’, l’essere tutte brave persone in un mondo difficile. Come si dice dalle mie parti: ‘Ramenez la coupe à la maison’. Portate quella coppa a casa, sia simbolicamente che non”.












