Ci sono storie che vanno oltre il calcio. Quella di Filippo Mazzetti, difensore centrale cresciuto alla CDP Vaiano, racconta una scelta di vita che lo ha portato dalla Vallata al Canton Ticino, dove ha trovato una nuova casa, una nuova squadra e il primo trofeo della sua carriera.
Per otto stagioni Mazzetti ha vestito la maglia della CDP Vaiano, un’esperienza che ricorda con grande affetto. «La CDP Vaiano è stata e rimarrà una seconda famiglia», racconta. Anni vissuti intensamente, condividendo non solo allenamenti e partite, ma anche amicizie e momenti che ancora oggi conserva nel cuore. Il rammarico è quello di non essere riuscito a conquistare un trofeo, pur essendoci andato vicino più volte, ma il ricordo più bello resta quello di un gruppo unito dentro e fuori dal campo.
La svolta arriva con una scelta dettata dall’amore. La sua compagna viveva e lavorava già in Svizzera e la distanza stava diventando difficile da gestire. Così ha deciso di trasferirsi a Bellinzona, nel Canton Ticino, in Svizzera, per costruire un futuro insieme a lei, cogliendo anche nuove opportunità professionali.
«Lasciare famiglia, amici e un lavoro stabile non è stato semplice, ma tornassi indietro lo rifarei», spiega.
Il calcio è stato fondamentale per inserirsi nella nuova realtà. Dopo circa un mese dal trasferimento, passeggiando vicino a casa, ha notato il campo dell’AC Ravecchia, si è presentato e ha chiesto di allenarsi con la squadra. Da lì è iniziata la sua avventura ticinese.
Mazzetti è rimasto colpito dalla qualità delle strutture e dall’ambiente multiculturale della società. «Ho conosciuto persone provenienti da Paesi diversi e culture differenti. È stato uno degli aspetti più belli di questa esperienza». Rispetto al calcio dilettantistico toscano, nota un gioco meno fisico ma più organizzato tatticamente, oltre a una particolare attenzione al fair play.
Tra le tradizioni che più lo hanno sorpreso c’è la “buvette”: al termine delle partite, giocatori, arbitri e avversari si ritrovano insieme per bere una birra e condividere il post-gara.
La stagione appena conclusa gli ha regalato la soddisfazione più grande. Arrivato a ottobre, ha dovuto attendere gennaio per essere tesserato, ma una volta entrato in squadra ha contribuito alla conquista della promozione in Terza Lega, il settimo livello del calcio svizzero gestito dalla Federazione Ticinese di Calcio.
«È stata un’emozione unica. È il primo trofeo che vinco da quando gioco a calcio», racconta. Un successo che premia il lavoro di un gruppo costruito per raggiungere questo obiettivo e che ora punta a essere protagonista anche nella nuova categoria.
Ai giovani che si trasferiscono all’estero per studio, lavoro o per inseguire un progetto di vita, Mazzetti lascia un messaggio semplice: «Siate curiosi, non abbiate paura di chiedere e di mettervi in gioco. Lo sport può aiutare a conoscere persone, integrarsi e sentirsi subito parte di una comunità».
Una lezione che lui stesso ha messo in pratica, trasformando una scelta coraggiosa in una bellissima esperienza di vita e di calcio.












