Una serata dedicata ad Adartico Vudafieri, in arte Vuda. E’ quanto organizzato da Ruote Classiche Club Prato per venerdì 29 maggio alle ore 21 nella sede di via Ferrucci 135 a Prato. Un momento a ingresso libero, aperto a soci e appassionati, dal titolo ‘Vuda’s Rally – The Golden Era’. Protagonista del racconto sarà il pilota nativo di Castelfranco Veneto, cresciuto in una terra rinomata per rally e motori che ha sfornato campioni del calibro di Sandro Munari e Miki Biasion. La serata ripercorrerà i motivi che hanno reso celebre fra gli appassionati Vudafieri: a cominciare dalle accese battaglie in prova speciale con il suo rivale Tony Fassina. Il racconto si soffermerà anche sul periodo storico che ha caratterizzato la carriera di Vuda, quegli anni ’70 e ’80 dove le maggiori case automobilistiche mondiali impiegarono uomini e mezzi come mai avevano fatto prima.
Vincitore di un campionato europeo di rally nel 1981 e di tre titoli nazionali (1978, 1980, 1984), Vudafieri comincia a correre nel 1973 con una Simca Rallye 2. L’anno dopo acquista una Porsche Gruppo 3 per disputare la stagione 1974. Il primo titolo italiano, come detto arriva nel 1978, mentre nel 1979 arriva secondo, saltando alcune gare importanti per un infortunio patito al Rally Costa Smeralda, ma lottando sino alla fine con il rivale di sempre, Tony Fassina. Avversario che batterà l’anno dopo diventando nuovamente campione italiano al volante della Fiat 131 Abarth: prima e unica volta in Italia per la berlina tre volte campione del mondo. Nel 1981 vince il campionato europeo rally, consentendo alla 131 Abarth di centrare l’ultimo trofeo importante prima del suo pensionamento.
A moderare la serata sarà Nedo Cecchi. Ospite speciale Gigi Pirollo, con cui Vudafieri nel 1983 ottiene il quinto posto in Portogallo e con il terzo al Tour de Corse, contribuendo così alla vittoria del titolo marche da parte di Lancia nel campionato del mondo di rally. “Una serata appassionante che attraverserà l’epoca d’oro del rally – commentano dal direttivo di Ruote Classiche Club Prato -. Un’occasione da non perdere per soci e appassionati per rivivere la storia di uno dei grandi protagonisti del rally italiano”.















