Dante Ceccatelli, il pratese alle Olimpiadi di Parigi 1924

L'atleta dell'Etruria conquistò la maglia azzurra nella lotta greco-romana e rappresentò l'Italia ai Giochi di Parigi

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Dante Ceccatelli
Dante Ceccatelli (n.5), il lottatore pratese dell'Etruria che partecipò ai Giochi olimpici di Parigi nel 1924. Foto archivio CONI (coni.it).

C’è anche un pratese nella storia delle Olimpiadi di Parigi del 1924. Si chiama Dante Ceccatelli, è nato a Prato il 14 luglio 1895 e ha rappresentato l’Italia nella lotta greco-romana. Un nome oggi poco conosciuto, ma legato a una fase importante dello sviluppo di questa disciplina nel territorio pratese. La sua storia si intreccia con quella della società sportiva Etruria. Nel dicembre 1920, all’interno della società, venne fondata una sezione dedicata alla lotta greco-romana, uno sport che all’epoca non godeva ancora di grande popolarità. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Comune di Prato, proprio grazie al talento di Ceccatelli il gruppo pratese riuscì ad affermarsi progressivamente, prima in Toscana e poi anche a livello nazionale.

I primi risultati importanti arrivarono nel 1921. Ai campionati italiani Ceccatelli si classificò quarto nella categoria dei medi; a dicembre conquistò poi il titolo toscano assoluto, battendo anche il “massimo” Serafino. Un risultato che confermava la sua crescita e gli permetteva di misurarsi con avversari di categorie diverse. Il percorso proseguì nel 1922, quando rappresentò l’Italia ai Campionati del mondo di Vienna, ottenendo un buon piazzamento. Nel 1923 continuò a gareggiare ai massimi livelli nazionali, pur dovendo fare i conti con qualche difficoltà fisica. Un infortunio al polso condizionò infatti la sua partecipazione ai campionati italiani di Bologna, dove chiuse al quinto posto. La stagione olimpica non cominciò nel migliore dei modi. Le difficoltà durante l’inverno avevano limitato la preparazione e l’aumento di peso lo costrinse a passare alla categoria dei medio-massimi. Anche il torneo preolimpico disputato a Prato si concluse con un terzo posto. La possibilità di partecipare ai Giochi si giocò quindi nella selezione di Genova del 1° giugno 1924: Ceccatelli venne sconfitto soltanto da Bruto Testoni e vinse gli altri incontri, guadagnandosi la convocazione.

A Parigi gareggiò nella lotta greco-romana, nella categoria dei medio-massimi, riservata agli atleti fino a 82,5 chilogrammi. Il torneo si svolse al Vélodrome d’Hiver e riunì 22 lottatori provenienti da 15 Paesi. Il regolamento prevedeva l’eliminazione dopo due sconfitte, rendendo ogni incontro decisivo per proseguire la competizione. Il 6 luglio Ceccatelli affrontò l’ungherese Béla Varga, che riuscì a batterlo per schienamento dopo 19 minuti. Il giorno seguente scese nuovamente sul tappeto contro il finlandese Emil Wecksten, venendo sconfitto ai punti. La seconda battuta d’arresto pose fine alla sua avventura olimpica.

Il risultato sportivo non si tradusse in una medaglia, ma la partecipazione ai Giochi rimane un passaggio significativo nella storia dello sport cittadino. Ceccatelli fu uno dei pionieri della lotta greco-romana pratese e riuscì a raggiungere il palcoscenico olimpico in un periodo in cui la disciplina stava ancora costruendo la propria tradizione in Italia. Il suo nome è stato ricordato anche dopo la carriera agonistica: la sezione pratese dell’Unione nazionale veterani dello sport gli è stata intitolata, conservandone la memoria.

A oltre un secolo da quei Giochi, la storia di Dante Ceccatelli restituisce il ritratto di uno sportivo che, partendo dall’Etruria, riuscì a vestire la maglia azzurra e a rappresentare l’Italia alle Olimpiadi. Un capitolo meno noto, ma meritevole di trovare spazio nella memoria sportiva di Prato.