Nella serata di ieri venerdì 16 gennaio, si è svolto l’evento organizzato dal Prato Club Amantea di cui vi avevo parlato qualche giorno fa, ovvero l’aperitivo aperto esclusivamente ai tesserati al club con le specialità locali avute in regalo dall’Orvietana Calcio.
Oltre all’ottima partecipazione, la serata ha avuto un ospite speciale, Vincenzo Esposito, ex calciatore e allenatore del Prato che ho avuto il piacere di intervistare.
Esposito ha vestito la maglia del Prato dal 1982 al 1986 e dal 1992 al 1996 collezionando 188 presenze e 7 goal (presente nella Hall of Fame biancazzurra). Esperienze importanti anche con le maglie di Torino, Lazio, Atalanta e Cesena. Tante le parentesi da allenatore del Prato. La prima come vice di Giorgio Veneri, per poi subentrare come primo allenatore nella stagione 1996-1997. Successivamente in panchina dal 1998 al 2004, dal 2011 al 2015 e dal 2019 al 2021. Panchine importanti anche a Grosseto, Albinoleffe, Ravenna, Livorno e alla Primavera dell’Inter dove ha vinto uno scudetto e un torneo di Viareggio.
Insieme abbiamo ripercorso i momenti più significativi da calciatore del Prato:
“Tanti ricordi importanti da calciatore e un pensiero per i compagni che non ci sono più come Labadini, Guerra, Cecconi”.
“Arrivare nel 1982 e vincere un campionato per un ragazzino, che aveva esordito in serie A 6 mesi prima, è stato qualcosa di straordinario”.
“Ricordo un Prato-Bologna perso 1-0 con goal di Frutti. Allo stadio erano presenti più di 11000 persone”.
“Indimenticabile lo spareggio di Modena del 1985 vinto 3-2 contro l’Alessandria”.
E i ricordi indelebili da allenatore dei biancazzurri:
“Il ricordo più importante che ho da allenatore: l’inizio da secondo di Giorgio Veneri e il subentro come primo allenatore”.
“La vittoria della Coppa Italia Serie C nel 2001 come squadra di Serie C2 aveva un valore diverso”
“La vittoria del campionato di Serie C2 nel 2002 con tanti giocatori importanti come Lugnan, Maiolo, Morfeo e Pagliuca”.
Di seguito trovate le foto dell’evento e il video completo dell’intervista a Vincenzo Esposito. Per le foto ringrazio Stefano Chini e Riccardo Risaliti.


















