Un premio per la ‘creazione di una società inclusiva’. E’ quanto ha ottenuto per il secondo anno consecutivo Capp Plast nell’ambito del programma di Unhcr Italia (l’Agenzia ONU per i Rifugiati), ‘Welcome. Working for Refugee Integration’. A Roma la consegna degli attestati alle aziende che hanno promosso l’inclusione lavorativa delle persone rifugiate. Fra queste Capp Plast, azienda leader su scala europea in produzione e rigenerazione di imballaggi flessibili, contenitori e flaconi. Un gruppo che ha al proprio interno numerosi cittadini stranieri che non solo sono stati integrati dal punto di vista lavorativo, ma che sono entrati anche a fare parte della comunità territoriale grazie all’integrazione vissuta in azienda. Lavoratori verso i quali sono stati promossi pure corsi di italiano per migliorare la loro conoscenza della lingua e le capacità di comprensione delle regole per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Attività che per alcuni di loro sono valse per l’ottenimento della cittadinanza italiana.
“Siamo orgogliosi di avere ricevuto per il secondo anno consecutivo questo importante riconoscimento – commenta Adriano Baldi, presidente di Capp Plast -. Come azienda sposiamo in pieno i valori sociali del programma dell’Unhcr Italia, che portiamo avanti ormai da decenni all’interno dei nostri stabilimenti produttivi. Capp Plast infatti si impegna non solo per l’inclusione lavorativa di queste persone, ma anche per facilitarne il loro inserimento nel tessuto sociale del territorio. Valori e impegno che continueremo a portare avanti anche nei prossimi anni, come da nostra tradizione”.
Il programma nasce nel 2017. Ben 69mila i percorsi professionali attivati in otto edizioni del progetto. Nel 2025 sono stati attivati 18.600 percorsi professionali, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Le aziende premiate sono 230, tre in più rispetto al 2024. Dall’avvio del programma, il numero delle candidature ricevute è quasi quadruplicato, passando da 67 del 2017 a 258 nel 2025. Risultati che non rappresentano soltanto indicatori di crescita, ma segnali chiari di un cambiamento strutturale nell’attenzione delle imprese all’inclusione lavorativa dei rifugiati, costruito nel tempo attraverso un impegno condiviso e oggi chiamato a consolidarsi ulteriormente.
“Guardiamo ai risultati raggiunti dal Programma Welcome con grande orgoglio e senso di responsabilità – dichiara Anna Leer, Rappresentante ad interim dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino -. Il percorso compiuto in questi anni dimostra, anzitutto, il talento, le competenze e la determinazione delle persone rifugiate, ma anche la lungimiranza delle aziende che ne riconoscono il valore non solo nell’ambito delle strategie ESG, ma come investimento concreto in capitale umano, innovazione e crescita. Determinante è stato il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme a quello dei partner istituzionali e della società civile, senza i quali questo modello non avrebbe potuto consolidarsi. La sfida oggi è rafforzare quanto costruito, affrontando con decisione le criticità ancora presenti – dalle barriere linguistiche agli ostacoli amministrativi – per rendere l’inclusione sempre più efficace, sostenibile e capace di generare valore condiviso per le imprese e per l’intera collettività”.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Fondazione Adecco ed è supportato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da Confindustria, dal Global Compact Network Italia, dall’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP) e da Confimprese. Alcune delle attività del programma sono realizzate attraverso il progetto FAMI, “Fare Sistema: reti per l’inclusione (Fa.Si.)” promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
















