Un altro pratese tra i nuovi Direttori Sportivi FIGC: Andrea Maretto supera l’esame a Coverciano

Insieme a Claudio Sciannamè, anche Maretto ha ottenuto l'abilitazione al termine del corso svolto al Centro Tecnico Federale. «Prato è stata una tappa fondamentale della mia crescita»

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Andrea Maretto con Gabriele Martino
Andrea Maretto con Gabriele Martino, Vicepresidente dell'Associazione Italiana Direttori Sportivi

C’è anche Andrea Maretto tra i 264 nuovi Direttori Sportivi abilitati dalla FIGC. Il pratese ha superato l’esame finale al Centro Tecnico Federale di Coverciano, ottenendo il titolo che gli consentirà di svolgere ufficialmente il ruolo di Direttore Sportivo nelle società professionistiche e dilettantistiche. Insieme a lui ha conseguito l’abilitazione anche un altro pratese, Claudio Sciannamè, attuale team manager dell’AC Prato.

Classe 1989, laureato in Scienze Politiche e allenatore UEFA B, Maretto ha vissuto il calcio da giocatore dilettante prima di dedicarsi all’attività tecnica e organizzativa. Dal 2022 al 2025 ha contribuito alla ricostruzione del settore giovanile dell’AC Prato, ricoprendo i ruoli di allenatore, responsabile della Scuola Calcio e co-responsabile del Settore Giovanile.

«È stata una grandissima soddisfazione – racconta Maretto –. Entrare a far parte dell’elenco dei Direttori Sportivi abilitati dalla FIGC significa condividere un percorso con tanti professionisti e grandi personaggi che hanno scritto pagine importanti della storia del calcio italiano. È stato un percorso di studio intenso, affrontato soprattutto per una crescita personale. Oggi sento di avere strumenti in più per affrontare con competenza e consapevolezza le sfide che mi aspettano».

Tra le esperienze che più hanno segnato il suo percorso c’è quella vissuta all’AC Prato.

«Prato è stata una tappa fondamentale della mia crescita professionale e personale. Aver contribuito, insieme a Maurizio Ridolfi e Pierpaolo Biagi, alla ricostruzione del settore giovanile è stata un’esperienza che mi ha formato tantissimo. Lavorare con i giovani mi ha insegnato che i risultati sono il frutto di programmazione, competenza e continuità».

Maretto guarda però anche con una certa preoccupazione alla situazione attuale del settore giovanile biancazzurro: «Mi dispiace vedere che, con il cambio di proprietà, sia venuta meno quella continuità progettuale che considero il presupposto fondamentale di qualsiasi vivaio. Quando si susseguono cambiamenti di figure, ruoli, metodi e organizzazione, diventa più difficile consolidare un’identità tecnica e dare continuità al lavoro svolto. L’entusiasmo che la nuova proprietà ha riportato attorno al Prato è sicuramente un valore aggiunto per tutta la città. Mi auguro però che possa essere accompagnato anche da una stabilità organizzativa, perché il settore giovanile si costruisce con tempo, competenza e continuità. Sono questi i principi che hanno reso il vivaio biancazzurro un’eccellenza e sono convinto che solo ripartendo da essi il Prato potrà tornare ai livelli che la sua storia merita.».

Per Maretto, aver ricoperto ruoli diversi rappresenta un valore aggiunto anche nella nuova professione: «Un Direttore Sportivo deve essere il punto di equilibrio tra società e squadra, capace di creare dialogo, fiducia e una direzione comune».

Guardando al futuro conclude: «Sono aperto a qualsiasi opportunità. L’obiettivo è entrare a far parte di un progetto serio e ambizioso nel quale mettere a disposizione le competenze che ho acquisito e continuare a crescere. Se sarà nel calcio pratese ne sarò felice, ma sono pronto anche a mettermi in gioco in altre realtà».