Nelle ultime ore si è sollevata una polemica per quanto concerne gli abbonamenti del Prato. Dopo che la fase di prelazione aveva superato le 900 unità, nella serata di ieri, 6 agosto, è stata aperta quella libera, esclusivamente in modalità online e dedicata al settore della Curva Ferrovia Matteo Ventisette. Dopo pochi minuti però, non era più possibile sottoscrivere le tessere, in quanto non più disponibili. Si vocifera che a disposizione ci fossero 300 abbonamenti, che sono stati polverizzati.
La società biancazzurra, dopo le lamentele dei tanti tifosi rimasti senza tessera, ha deciso di fare chiarezza attraverso un comunicato. “La straordinaria risposta della tifoseria, prima nella fase di prelazione e poi, nella giornata di ieri, con l’esaurimento in pochissimi minuti degli abbonamenti residui, rappresenta per la Società motivo di grande soddisfazione. È la dimostrazione più evidente di un entusiasmo ritrovato e di un legame tra Prato e la sua squadra che, dopo anni difficili, sta tornando ad essere forte e concreto. Proprio per questo comprendiamo la delusione di chi, oggi, vorrebbe sottoscrivere un abbonamento e non può farlo. Comprendere la delusione, tuttavia, non significa poter condividere alcune ricostruzioni, né tantomeno i toni utilizzati da una piccola parte di coloro che, soprattutto sui social, hanno scelto la strada della polemica e, in qualche caso, dell’offesa. È quindi necessario fare chiarezza.
Allo stato attuale deve ancora svolgersi la visita della competente Commissione, necessaria per autorizzare una capienza complessiva dello Stadio Lungobisenzio pari a 2.944 spettatori. Si tratta di un passaggio previsto dalle regole, che devono essere rispettate da tutti, AC Prato compresa. I procedimenti amministrativi e tecnici hanno tempi e modalità che non possono essere sostituiti dalla volontà, dall’entusiasmo o dalla fretta di una società sportiva. Tanto più nel mese di agosto. AC Prato sta facendo, e continuerà a fare, tutto quanto è nelle proprie possibilità per arrivare nel più breve tempo possibile al risultato auspicato. Lo sta facendo in stretta e costante collaborazione con il Comune di Prato e con tutte le istituzioni coinvolte, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli e delle rispettive competenze.
Parallelamente, Società e Amministrazione comunale stanno già lavorando e confrontandosi sulle diverse ipotesi che possano consentire, in prospettiva, di portare la capienza del Lungobisenzio fino a 5.000 spettatori. Non sono problemi che si risolvono con uno slogan o con una protesta sui social: richiedono progetti, verifiche tecniche, autorizzazioni, risorse e responsabilità. E richiedono tempo. C’è poi un dato che AC Prato sente il dovere di ricordare.
Questa proprietà è arrivata a Prato da appena un anno e la nuova Presidenza si è insediata soltanto nel marzo scorso. Eppure, per quantità e intensità del lavoro svolto, sembra trascorso un tempo infinitamente più lungo. In pochi mesi si è lavorato per ricostruire una società, restituirle credibilità, programmazione e ambizione; si è affrontato il tema dello stadio; si è costruita una squadra chiamata ad affrontare una nuova e impegnativa stagione; si è riavvicinata una parte importante della città ai colori biancazzurri. Il 30 luglio è stato inoltre inaugurato il nuovo Prato Store nel centro della città: un investimento concreto, visibile a tutti, che crediamo dica molto più di tante parole sulla volontà della proprietà di investire nel futuro dell’AC Prato e sul rapporto che intendiamo costruire con la città.
I risultati di questo lavoro sono sotto gli occhi di tutti. E il fatto che gli abbonamenti disponibili siano stati esauriti in pochi minuti dovrebbe essere, prima di ogni altra cosa, una bellissima notizia. Per questo dispiace constatare come qualcuno preferisca sistematicamente guardare il bicchiere mezzo vuoto, trasformando persino un successo straordinario della campagna abbonamenti nell’occasione per alimentare polemiche. Le critiche sono legittime. Le offese no. E neppure è accettabile attribuire alla Società responsabilità che non le appartengono o pretendere che procedure e regole possano essere ignorate semplicemente perché tutti – noi per primi – vorremmo uno stadio più capiente già domani mattina.
AC Prato è gestita da professionisti e intende continuare a comportarsi come tale. Serietà significa assumersi le proprie responsabilità, ma significa anche non accettare che vengano attribuite alla Società quelle degli altri o, peggio ancora, responsabilità che semplicemente non esistono. Ai nostri tifosi chiediamo quindi fiducia e un po’ di pazienza. Sono stati, sono e continueranno ad essere la nostra forza. Il loro entusiasmo è esattamente ciò per cui lavoriamo ogni giorno. A quella piccola minoranza che preferisce la polemica permanente, invece, diciamo con altrettanta chiarezza che le chiacchiere da bar, le insinuazioni e le offese non appartengono allo stile di questa Società e non aiutano l’AC Prato a crescere. Noi continueremo a lavorare. Con il Comune, con le istituzioni e con chiunque abbia davvero a cuore il futuro del Prato. I fatti, come sempre, parleranno per noi”.











