Scatta ufficialmente il raduno dell’Union Basket Prato in vista dello storico debutto in Serie B Interregionale, in programma il 27 settembre contro l’Ostia Basketball. Una “prima” casalinga che però avrà il sapore dell’esilio, come sottolinea subito coach Tommaso Paoletti: «Iniziamo oggi (lunedì 24 agosto, nda) l’attività che ci porterà all’esordio in B, formalmente in casa, anche se al momento non sappiamo dove giocheremo le nostre partite. Sicuramente saremo fuori dal comune di Prato, in una palestra dove probabilmente non ci alleneremo mai. L’estate non sembra aver portato grandi miglioramenti sotto questo aspetto. Avremo tempo peró di analizzare l’avversario in questo tempo rimanente».
Oltre al rebus logistico, l’allenatore laniero fa i conti con un organico profondamente mutato rispetto a quello che a luglio ha festeggiato la promozione: «La squadra è abbastanza rinnovata, contrariamente a quanto pensavamo appena vinto il campionato. Diversi ragazzi, per esigenze lavorative, di studio o per offerte ricevute, non sono rimasti. Detto questo, credo che la società abbia comunque allestito un roster competitivo».
L’impatto con la nuova categoria richiederà un rapido adattamento a scenari inediti, con lunghe trasferte tra Toscana, Liguria e Lazio, compresi alcuni insidiosi impegni infrasettimanali di giovedì nella Capitale. «Per noi sarà tutto completamente diverso, a partire dalla gestione logistica e organizzativa dei viaggi, dove da debuttanti potremo anche pagare un po’ di inesperienza. Nessun problema: l’obiettivo da neopromossa è centrare la salvezza e ce la giocheremo a viso aperto».
La formula è serrata, con un girone a quindici squadre e tre retrocessioni dirette, all’interno del quale Paoletti ha già ben chiare le gerarchie: «È un campionato duro. Almeno tre o quattro squadre faranno una corsa completamente a parte rispetto a tutte le altre grazie a budget veramente alti, una disponibilità che noi e molte altre realtà non abbiamo: Costone Siena, Viterbo, Use Empoli e soprattutto Chiavari sono costruite per altri obiettivi. Per noi, invece, la missione salvezza sarà una battaglia aperta contro tutto il resto del gruppo».












