Scacchi, Riccardo Frigerio: il talento di 12 anni che sogna di diventare Grande Maestro

Il giovane talento, cresciuto a Pisa e tesserato per il Circolo Pratese degli Scacchi, racconta la vittoria tricolore, l'esordio in Serie A Master e le ambizioni internazionali.

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Riccardo Frigerio
Riccardo Frigerio durante una partita di scacchi

A dodici anni ha già conquistato il titolo italiano Under 14 e debuttato in Serie A Master. Ma Riccardo Frigerio guarda oltre i traguardi raggiunti: vuole continuare a crescere e misurarsi con i migliori anche a livello internazionale, con il sogno di diventare un giorno Grande Maestro.

Nato a Camaiore e cresciuto a Pisa, Riccardo è da sempre tesserato per il Circolo Pratese degli Scacchi. Il suo percorso è seguito dal maestro internazionale Simone De Filomeno, pratese sia di origine sia per tesseramento.

Il titolo italiano Under 14 rappresenta il coronamento di un percorso iniziato quando Riccardo aveva appena cinque anni. Un successo arrivato dopo aver sfiorato la vittoria nelle precedenti edizioni e affrontando avversari più grandi. «Ho provato una grandissima felicità. Avevo raggiunto un obiettivo che inseguivo da qualche anno», racconta. «Ero anche piuttosto stupito perché quest’anno avevo come avversari dei ragazzini più grandi di me. Sulla carta non si trattava dell’anno buono per puntare al titolo, anche se sapevo di potermela giocare con tutti». Parole che restituiscono la soddisfazione per un risultato costruito nel tempo, senza perdere fiducia nelle proprie possibilità.

Negli scacchi, la capacità di reagire agli errori può essere decisiva quanto la preparazione tecnica. Riccardo lo sa bene e ha sviluppato un metodo personale per affrontare i momenti più difficili. «Mi alzo, mi allontano dalla scacchiera e cerco di mantenere la calma, a volte pensando anche ad argomenti che non riguardano gli scacchi», spiega. «Quando si commette un errore, c’è il rischio di commetterne un altro subito dopo. Fare una passeggiata tra le altre scacchiere può aiutare a staccare e ripartire con più calma». Una strategia che riflette la complessità di uno sport nel quale una singola mossa può cambiare l’esito di una partita. «Mi piacciono le sensazioni forti che regalano, anche quando sono negative. È un gioco molto adrenalinico, in cui un errore può pregiudicare una partita giocata perfettamente quasi per intero».

Il giovane scacchista ha già avuto modo di confrontarsi con giocatori molto più esperti, fino all’esordio nel massimo campionato italiano a squadre. Un contesto nel quale l’età, almeno per lui, non rappresenta un problema. «La mia prima partita ufficiale l’ho giocata contro un sessantenne, per cui sono abituato da sempre a giocare contro gli adulti. Trovo più rilassante giocare contro persone più grandi di me che contro i miei coetanei, perché nei tornei giovanili la rivalità si sente di più e i ragazzini non mollano mai». Dopo le esperienze ai campionati europei e mondiali, l’obiettivo è ora ottenere buoni risultati anche nelle prossime competizioni internazionali. Riccardo è consapevole che per migliorare servono studio e allenamento costanti: «È uno sport in cui non migliorarsi vuol dire restare indietro».

Il traguardo più ambizioso è diventare Grande Maestro, il massimo titolo individuale permanente degli scacchi, assegnato dalla Federazione internazionale. Per ottenerlo occorrono risultati di alto livello nei tornei internazionali e il rispetto di precisi requisiti tecnici. «Mi piacerebbe diventare Maestro internazionale. Ancora meglio sarebbe diventare Grande Maestro, ma più che un obiettivo si tratta di un sogno», ammette. Per Riccardo Frigerio il percorso è appena cominciato. Il titolo italiano è una tappa importante, ma la prossima sfida è già all’orizzonte: continuare a crescere e portare il proprio gioco sempre più in alto, con il sostegno del Circolo Pratese degli Scacchi.