“L’acqua è un bene pubblico ed è un diritto umano universale: non esiste alcuna ragione per cui debba essere sottoposta alle logiche e alle speculazioni del mercato”. Così Edoardo Carli, ex consigliere comunale e provinciale del Partito Democratico e da tempo sostenitore della linea regionale del partito commenta l’approvazione del documento di indirizzo che sancisce di fatto l’abbandono dell’ipotesi di quotazione in Borsa di Publiacqua, la società che gestisce il servizio idrico. Il voto è arrivato in Assemblea della Conferenza territoriale Ato 3 Medio Valdarno dell’Autorità Idrica Toscana: i sindaci dell’area hanno dato così indicazione di proseguire il percorso verso una gestione interamente pubblica, di tipo in-house, attraverso Alia–Plures, società partecipata anche dal Comune di Prato con una quota del 18,5%.
“Siamo molto soddisfatti – dice Carli -. Da oltre due anni ribadiamo con forza un no netto alla quotazione in Borsa, perché crediamo nella piena ripubblicizzazione del servizio idrico”.
Secondo Carli, la scelta di una gestione in-house rappresenta una garanzia concreta per i territori: “Questo modello assicura una maggiore prossimità alle comunità locali e un’attenzione più puntuale alle esigenze dei cittadini – aggiunge -. Il referendum del 2011, che vide 26 milioni di italiani esprimersi per sottrarre l’acqua agli interessi privati, ha tracciato una linea chiara. La decisione assunta oggi da sindaci e sindache è una scelta lungimirante, che affonda le proprie radici nella storia e nella volontà del nostro Paese”.
Sulla stessa linea Derio Bacci, eletto nel Consiglio comunale alle amministrative del 2024 e segretario del Partito Democratico di Iolo. “Ripubblicizzare la gestione del servizio idrico non è soltanto una questione di valori – ribadisce –, ma consente all’azienda di tutelare maggiormente i cittadini, anche attraverso una possibile riduzione delle tariffe”. “Una gestione pubblica – aggiunge – permette inoltre di investire per portare l’acqua dove ancora manca e di garantire la depurazione necessaria, senza dover subordinare queste scelte alla ricerca del profitto, ma seguendo un indirizzo che mette al centro l’interesse legittimo dei cittadini”.

















