Ricodificare il linguaggio del tessuto. E’ l’idea alla base di ‘Recode’, la nuova collezione autunno – inverno 2028 presentata da Balli il Lanificio alla Fiera internazionale del tessile Milano Unica. L’azienda, parte integrante della storia del distretto tessile pratese, va nella direzione di un nuovo modo di interpretare i tessuti: dal cardato al ritorno al pettinato, dal volume alla leggerezza, dall’eccesso all’ordine, dall’identità storica a quella evolutiva. Sei le linee che caratterizzano il lavoro di ricerca del Lanificio: Balli Id, Rafanelli, Balli Bold, I’Balli, Atlas e J Balli.
Recode di fatto segue la naturale evoluzione della collezione Balli il Lanificio: l’identità storica viene reinterpretata attraverso un linguaggio più contemporaneo. Accanto ai valori di sempre si inserisce una nuova direzione fatta di tessuti più leggeri, costruzioni più pulite e una visione più contemporanea. Non è una rottura con il passato, quindi, ma un nuovo modo di interpretarlo. La nuova visione si rispecchia anche nello stand Balli il Lanificio. Oltre alla riproduzione dell’ingresso della sede storica del Lanificio, che proietta il cliente all’interno dell’azienda, ci saranno pareti con frammenti di specchio. L’idea è quella di proporre la stessa immagine di sempre, vista però attraverso prospettive differenti.
“Balli il Lanificio sta già reinterpretando le richieste di tessuti più idonei per un mercato in continua evoluzione – spiega Leonardo Raffaelli, managing director di Balli il Lanificio -. Partiamo dalla nostra storia per guardare avanti, dal nostro heritage, dalla nostra identità, dal valore distintivo del nostro ciclo produttivo interno, dall’attenzione all’impatto ambientale. Dall’orgoglio di produrre tessuti a Prato, luogo simbolo di una cultura tessile che ha origini antichissime ma che oggi ha davanti una nuova sfida e anche una grande opportunità: ‘ricodificare’ il modello di business con una visione 5.0”.
Lo stand porterà inoltre con sé due novità: la partnership con Modartech e la nuova App Balli Be You. Nel primo caso a Milano Unica viene portata la collaborazione con l’istituto di alta formazione autorizzato dal Ministero al rilascio di diplomi accademici nell’ambito del comparto Afam – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Nell’ambito della partnership nove studenti hanno realizzato altrettante installazioni, che rappresentano la loro creatività inserita nel mood della collezione Balli il Lanificio. Non solo. Ci saranno anche abiti immaginati da Modartech in linea con la filosofia alla base di Recode.
Nel secondo caso l’App diventa un contenitore di tutta la storia e delle competenze di Balli il Lanificio. Uno spazio a disposizione di clienti, dipendenti, scuole, agenti dove trovare informazioni e strumenti: dall’educazione verso gli studenti, alla formazione, passando per la collezione, le experience aziendali, l’attività immersiva e la business intelligence. “L’obiettivo è quello di ottimizzare la comunicazione interna ed esterna dell’azienda, facilitando a tutti la conoscenza del mondo Balli il Lanificio – conclude Raffaelli -. Un modo per essere al passo con i tempi, innovare, valorizzare tutto il lavoro dell’azienda e andare incontro alle necessità di chi fa parte del nostro network”.
















