Da Montemurlo ai vertici della mountain bike mondiale: la storia del Lee Cougan|Basso Factory Team raccontata da Stefano Gonzi

Ventiquattro anni di crescita, partnership internazionali e campioni del mondo: "Il nostro punto di forza è aver costruito una squadra fondata su personae, sull'innovazione e sui valori"

0
38
Foto squadra
Lee Cougan|Basso Factory Team 2026

C’è una realtà sportiva nata a Montemurlo che, anno dopo anno, è riuscita a conquistarsi un posto tra le migliori squadre di mountain bike a livello internazionale. È il Lee Cougan | Basso Factory Team, guidato dal presidente Stefano Gonzi, protagonista di una crescita iniziata nel 2002 con il Top Race Team e arrivata oggi ai massimi livelli europei.

«Siamo partiti con tanta passione e con la voglia di costruire qualcosa di importante – racconta Gonzi – affrontando ogni stagione come un’opportunità per crescere». Un percorso costruito passo dopo passo, segnato dai primi risultati di prestigio, dall’arrivo di partner internazionali come Soudal e, soprattutto, dalla collaborazione con Lee Cougan e successivamente con Basso, che ha rappresentato «un punto di svolta» permettendo alla squadra di compiere un ulteriore salto di qualità.

Per il presidente, però, i risultati non raccontano tutta la storia. «L’aspetto davvero determinante è aver costruito negli anni una realtà credibile, solida e riconosciuta nel panorama della mountain bike», grazie agli investimenti continui nelle persone, nella preparazione e nell’innovazione.

Uno dei segreti del successo è il rapporto diretto tra squadra e aziende produttrici. «Non si tratta soltanto di una sponsorizzazione – spiega Gonzi – ma di una partnership costruita su obiettivi condivisi e fiducia reciproca». Le competizioni diventano così un laboratorio a cielo aperto, dove gli atleti testano biciclette e componenti fornendo indicazioni preziose per lo sviluppo dei nuovi prodotti. «Il confronto continuo tra atleti, staff tecnico e azienda è il nostro vero valore aggiunto.»

Negli anni il team ha vestito alcuni tra i più grandi interpreti della mountain bike mondiale, come Leonardo Paez, due volte campione del mondo marathon, la tedesca Adelheid Morath, due volte campionessa europea, e Sandra Mairhofer, pluricampionessa mondiale e campionessa italiana. Ma per Gonzi il talento, da solo, non basta. «Cerchiamo atleti con ambizione, professionalità e serietà, capaci di condividere i valori della squadra. Lo spirito di gruppo, il rispetto reciproco e la voglia di migliorarsi fanno la differenza tanto quanto le prestazioni.»

Essere una squadra di riferimento significa anche contribuire all’evoluzione tecnica del settore. «Le competizioni rappresentano un banco di prova reale – sottolinea il presidente –. I feedback degli atleti consentono ai tecnici di trasformare l’esperienza agonistica in soluzioni concrete per tutti i ciclisti, mantenendo standard elevati di qualità e innovazione.»

Nonostante il respiro internazionale, le radici restano saldamente piantate a Montemurlo. «La nostra presenza nelle marathon e nel gravel a livello mondiale non è solo un traguardo sportivo ma anche un modo per far conoscere il nostro territorio da cui siamo partiti. Portare il nome del territorio pratese nelle principali competizioni del mondo è motivo di grande orgoglio. Vogliamo dimostrare come una realtà locale possa crescere fino a confrontarsi con i migliori team internazionali.»

Un orgoglio accompagnato anche da un pizzico di rammarico. «A livello locale le istituzioni non valorizzano il nostro team quanto meriterebbe, nonostante siamo arrivati a essere una delle migliori squadre d’Europa», osserva Gonzi.

Lo sguardo, però, è già rivolto al futuro. L’obiettivo è continuare a crescere, investendo nello sviluppo tecnico, nell’innovazione e nella valorizzazione dei giovani talenti. Con lo stesso entusiasmo che, oltre vent’anni fa, ha dato il via a un’avventura partita da Montemurlo e oggi conosciuta in tutto il mondo.