Brunelli saluta la porta della Zenith Prato: “Orgoglioso di aver fatto parte del gruppo all’apice dei successi amaranto”

Risolto anche il rapporto con il direttore sportivo Francesco Settesoldi

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Matteo Brunelli in azione con la maglia della Zenith Prato

Primo grande addio in casa Zenith Prato per quel che riguarda l’organico della prima squadra. In attesa dell’ufficializzazione del nuovo staff tecnico per il prossimo campionato di Eccellenza, che dovrebbe arrivare nel giro di un paio di settimane dopo l’addio consensuale di mister Simone Settesoldi e di gran parte dei suoi collaboratori, arriva anche la separazione da Matteo Brunelli, portiere di grande esperienza protagonista delle ultime stagioni. L’estremo difensore lascia la maglia amaranto dopo 135 partite disputate in 4 anni, con alle spalle tre finali play off regionali raggiunte e una salvezza conquistata in serie D, con 41 punti, anche se solo sul campo (poi arrivò ugualmente la retrocessione a causa della penalizzazione per il tesseramento irregolare del difensore Tempestini). “Sono orgoglioso e fiero di aver fatto parte di questo percorso che ha portato la Zenith Prato all’apice dei successi raggiunti dalla società nella sua lunga storia – dice proprio Brunelli in un suo post di addio sui social -. Resteranno i ricordi, le battaglie condivise, le emozioni vissute e le persone incontrate lungo il cammino. Grazie a chi ha fatto parte di questi anni: società, staff e compagni. È stato un viaggio intenso, che porterò sempre con me. Adesso è tempo di guardare avanti, alla ricerca di un nuovo progetto e di nuove sfide”.

Risolto, nel frattempo, (manca la comunicazione ufficiale della società) anche il rapporto con il direttore sportivo Francesco Settesoldi, arrivato all’inizio della scorsa stagione dopo gli ottimi risultati ottenuti a Settimello. “Sono grato alla Zenith Prato per avermi fatto lavorare insieme a figure di primo piano nel calcio dilettantistico – commenta Settesoldi –. Penso di aver operato bene. I risultati parlano chiaro: siamo arrivati in finale playoff dietro a due squadre e due società, Lucchese e Viareggio, che con l’Eccellenza c’entrano poco. Non avrei avuto problemi ad accettare un ridimensionamento delle ambizioni o un budget più contenuto, e la scelta di interrompere il rapporto con mio padre come allenatore (Simone Settesoldi, ndr) non era un ostacolo. Mi spiace che questo capitolo si chiuda, ma sono pronto a rimboccarmi le maniche e ad accettare nuove, stimolanti avventure”.