L’8 luglio, il palcoscenico del Premio Sportilia incoronerà Alessio Berti come miglior assistente arbitrale della stagione 2025/2026. Un riconoscimento che arriva a coronamento di una grande annata per il guardalinee della Sezione AIA di Prato, caratterizzata da designazioni di altissimo profilo nei match più importanti del panorama calcistico, dove il contributo di Berti sulla linea laterale è stato impeccabile secondo gli addetti ai lavori. Tra i momenti chiave di quest’anno si distinguono la finale di Supercoppa Italiana fra Napoli e Bologna, e il derby di Milano.
Il percorso stagionale di Berti ha trovato la sua definitiva consacrazione sui campi della Champions League. Oltre alle tappe di Bruges e Lisbona, spicca la prestigiosa designazione al Signal Iduna Park di Dortmund, uno dei templi del calcio europeo, che ha confermato il valore internazionale dell’assistente pratese.
Se i successi sul campo sono sotto gli occhi di tutti, c’è un aspetto invisibile ma fondamentale che alimenta le prestazioni di Alessio Berti: il legame con la sua famiglia. Nel calcio d’élite, fatto di continue trasferte e pressioni, la famiglia rappresenta da sempre il suo porto sicuro. È l’equilibrio trovato negli affetti più cari, nel supporto silenzioso e costante nei momenti di sacrificio, a fare la differenza. All’interno di questo forte nucleo familiare, un posto d’onore spetta a suo fratello Andrea Berti. Alessio non ha mai nascosto che il suo viaggio nel mondo del fischietto e della bandierina sia iniziato interamente grazie a lui. È stato proprio Andrea a fargli scoprire il mondo dell’arbitraggio, spingendolo a frequentare quel primo corso.
Dalla periferia alla Champions, quel legame resta la bussola di una carriera costruita su allenamento, dedizione e spirito di squadra. L’8 luglio Sportilia celebrerà il verdetto del campo, premiando un percorso fatto di sacrifici e grandissima passione. Per Alessio Berti, il meglio deve ancora venire.











