Dai primi colpi tirati in un garage fino al palcoscenico mondiale delle MMA. Per Matteo Casini, allenatore pratese, il 2026 porta con sé una delle sfide più importanti del suo percorso sportivo: accompagnare Melissa Boci ai Campionati mondiali IMMAF, in programma a Tbilisi, in Georgia, dall’1 al 7 novembre. L’atleta, anch’essa pratese, parteciperà alla competizione con la nazionale albanese, mentre il suo coach sarà al suo angolo con un obiettivo dichiarato: conquistare il podio. Un appuntamento che rappresenta il punto di arrivo di un percorso costruito nel tempo, tra allenamenti, sacrifici e crescita tecnica. Sport di Prato ha già raccontato la storia di Boci; questa volta il racconto passa dalle parole di Casini, per ripercorrere la nascita del loro rapporto sportivo e il lavoro che li ha portati fino alla rassegna iridata. «Le emozioni sono tante e non vedo l’ora di combattere ai Mondiali con Melissa – racconta Casini –. Sono entusiasta di partecipare con la nazionale albanese e di portare anche la bandiera italiana, rappresentando entrambi i Paesi». L’avvicinamento alla competizione è stato vissuto con concentrazione, nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso. «Siamo rimasti attivi e concentrati sull’obiettivo, con tanto supporto da parte delle persone che ci sono vicine».
Il percorso di Casini e Boci è cominciato lontano dalle competizioni e dai riflettori. «Il nostro rapporto sportivo è nato quasi per gioco, facendole fare i colpitori in garage. Poi Melissa si è iscritta subito al mio corso in palestra, dedicandosi al cento per cento fin dall’inizio». Da quelle prime prove è iniziato un cammino fatto di allenamento, impegno e crescita tecnica. Per Casini, la determinazione dell’atleta è stata decisiva per raggiungere questo traguardo. «Match dopo match, grazie alla sua costanza e alla dedizione verso questo sport, è riuscita a battere anche avversarie con più esperienza. Dietro ci sono tanto lavoro e studio tecnico. La sua presenza al Mondiale è più che meritata e so che abbiamo le carte per vincere». La convocazione internazionale è quindi il riconoscimento di un percorso costruito passo dopo passo. Per il coach pratese, ora, arriva la possibilità di mettere alla prova il lavoro svolto in palestra in una competizione di livello mondiale.
In vista degli incontri di Tbilisi, la preparazione si è concentrata soprattutto sulle qualità offensive di Boci, senza trascurare la gestione dei rischi. In un torneo, infatti, ogni combattimento può incidere sul cammino verso le fasi successive e diventa fondamentale saper dosare aggressività e lucidità. «Tra i suoi punti di forza più rilevanti ci sono sicuramente il pugno e la pressione che riesce a mettere. Abbiamo lavorato molto su questi aspetti, cercando una strategia aggressiva ma che punti a farle subire meno danni possibili durante i match, dato che si tratta di un torneo», spiega Casini. La preparazione tecnica, però, non è l’unico elemento determinante. Durante i combattimenti, la fiducia tra atleta e allenatore diventa fondamentale per gestire i momenti più delicati e affrontare le difficoltà. «Per avere la migliore performance è necessario che ci sia un forte rapporto di fiducia tra allenatore e fighter. È un aspetto che conta moltissimo», sottolinea il tecnico.
L’obiettivo con cui Casini e Boci si presentano all’appuntamento iridato è chiaro. Nessuna falsa modestia, ma la consapevolezza del lavoro svolto e delle proprie possibilità. «L’obiettivo è arrivare al podio, perché siamo confidenti delle nostre abilità e sappiamo che ce la possiamo fare». Per Matteo Casini, pratese, i Mondiali saranno anche la possibilità di accompagnare sul palcoscenico internazionale un’atleta che ha visto crescere fin dai primi allenamenti. Un percorso nato quasi per gioco, sviluppato attraverso il lavoro quotidiano e arrivato fino alla convocazione con la nazionale albanese. A Tbilisi, dall’1 al 7 novembre, la prova più importante. Con la voglia di trasformare il lavoro fatto insieme in un risultato da ricordare.















