Consiglio federale Figc: ecco le norme per i ripescaggi in Serie C. La penalità taglia fuori il Prato

Dal consiglio di lunedì è emersa l'introduzione del principio di sostituzione. Il Prato non potrebbe chiedere il ripescaggio causa penalità

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Nel pomeriggio di lunedì si è svolta la riunione del Consiglio federale della FIGC, durante la quale, tra i vari temi in agenda, sono stati esaminati anche i criteri relativi ai ripescaggi per la Serie C 2026/27. Una novità già anticipata nei giorni precedenti — una lieve ma significativa revisione delle regole — è stata confermata. In concreto, è stato deciso di confermare l’impianto adottato nella scorsa stagione, introducendo però un aggiornamento nell’ordine di priorità per l’ammissione in Lega Pro. Per il prossimo anno sportivo, in base al principio dell’alternanza, la sequenza sarà la seguente: una nuova seconda squadra di Serie A, una società di Lega Pro, una di Serie D ed eventualmente un’ulteriore seconda squadra di Serie A attualmente impegnata in Serie D.

La differenza principale rispetto alla passata stagione riguarda proprio le priorità: se in precedenza, dopo una seconda squadra di Serie A, veniva privilegiata una formazione proveniente dalla Serie D, quest’anno la precedenza spetterà invece a una squadra retrocessa dalla Serie C. Di conseguenza, qualora fosse necessario completare l’organico della categoria, si procederebbe prima con una nuova formazione Under 23 (qualora presente), poi con una retrocessa dalla terza serie e infine con la migliore tra le vincitrici dei playoff di Serie D. È stata inoltre introdotta una modifica normativa: nel caso in cui una società appena promossa non prenda parte al campionato di categoria superiore, verrà rimpiazzata da un’altra squadra proveniente dallo stesso torneo di origine, secondo il cosiddetto principio di sostituzione.

Ma in chiave Prato cosa succede? La società biancazzurra, anche nel caso in cui riuscisse a completare il percorso playoff, sarebbe con ogni probabilità tagliata fuori dal possibile ripescaggio a causa dei due punti di penalità comminati in estate. Le procedure di riammissione e ripescaggio sono infatti precluse, citando il testuale comunicato della Figc, “alle società che abbiano subito sanzioni per il mancato pagamento, nei termini prescritti, degli emolumenti degli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo o delle ritenute IRPEF, o dei contributi INPS o del Fondo Fine Carriera relative ai suddetti emolumenti”.