Ribero si racconta: «Buffon il mio idolo. A Prato mi trovo davvero bene»

Il portiere laniero ospite da TuttoPrato si racconta tra il lavoro giornaliero in campo, le esperienze passate, la stagione e gli idoli d'infanzia

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Martedì si è svolta la prima puntata con ospite di POdcast, il podcast di TuttoPrato, e per l’occasione sul divano biancazzurro si è seduto Emanuele Ribero, estremo difensore dei lanieri. Il portiere ha parlato un po’ di come si trova nella città laniera: «A Prato sto davvero bene, c’è un po’ di traffico, è vero, ma è una città a tutti gli effetti rispetto ai paesi a cui ero abituato (ride). I tifosi? Sono fantastici. In Coppa credevo lo stadio fosse già pieno, ma parlando coi compagni mi dicevano “Vedrai con la Ternana”. E poi ho visto con i miei occhi. Ci danno davvero quel qualcosa in più». Il numero 22, con 5 presenze su 5 quest’anno di cui tre senza prendere gol, ha poi risposto alla domanda su come si vince un campionato, visto il titolo conquistato con il Bra: «Siamo un gran gruppo, lavoriamo bene ed arriviamo al campo con il sorriso. Questa è la base per fare una buona stagione. Da qui si parte per ottenere quel qualcosa in più, quel qualcosa che ho avuto la fortuna di vincere a Bra, ma non è mai facile. Ci vuole una concentrazione importante durante tutto l’anno, per me che sono un portiere in maniera particolare. Ho letto l’intervista di Svilar in cui parla proprio di come per noi portieri il nemico principale sia il “pensiero”. La penso ugualmente e lavoro tutti i giorni per migliorarmi».

Poi la parte in cui si è raccontato: «Devo ringraziare i miei genitori e la mia famiglia in generale per quanto mi hanno dato fin da giovanissimo. Sono riuscito a far le giovanili nel Torino grazie ai loro sacrifici. Siamo di Alba e c’è circa un’ora e mezzo di distanza tra le due città. Mi hanno sempre portato a tutti gli allenamenti perdendo tempo e soldi e solamente grazie alla loro “generosità” oggi mi ritrovo con un bagaglio tecnico che dovrò cercare di sfruttare al meglio». Proprio sulle giovanili del “Toro” è stata fatta una domanda sugli inizi del portiere biancazzurro: «Lavorano in maniera diversa, molto più strutturata. Da quando sei piccolo fino al momento in cui diventi adulto puntano a darti basi “granitiche” per poi lavorare su tutta la parte tattica. Ma quello che fa la differenza è che la filosofia e il modus operandi di come lavorano è il solito fin da piccolo. Credo faccia la differenza e che anche per questo il settore granata riesca a tirar sempre fuori ottimi talenti».

Poi un breve commento sul suo idolo: «Il mio idolo non può che essere Buffon. Credo siano in pochissimi portieri a non avere un idolo come lui, è stato il più forte di tutti. Che squadra tifo? Sono milanista e mi piace tanto Maignan. Lo studio e credo sia migliorato tanto l’anno scorso anche grazie al preparatore dei portieri Filippi, ex preparatore di proprio di Buffon. Ho comprato anche il suo libro, mi interessa documentarmi sempre sul ruolo e ho ritrovato degli esercizi al suo interno che già facevo, mi ha fatto molto piacere».

Sulla stagione dei lanieri invece: «Siamo tornati a non prendere gol e siamo riusciti a portare a casa una vittoria quadrata e non scontata Domenica scorsa. Le stagioni importanti passano soprattutto da queste partite qua. Anche con il Grassina è vero che non siamo riusciti a portare a casa il risultato, ma abbiamo comunque messo in cascina un punto che ci permette di smuovere la classifica. Sarà importante continuare su questa direzione, lavorare forte, bene e con il sorriso, come dicevo inizialmente. Solamente così possiamo sperare di portare a casa il nostro obbiettivo».