“La sconfitta di oggi non è la fine di un qualcosa, ma l’inizio di un progetto serio, ambizioso e destinato a crescere”. Antonio Politano affida ai social il commento dopo la sconfitta del suo Prato nella finalissima playoff del girone E di Serie D. Per l’occasione, il numero uno biancazzurro non traccia solo un bilancio della stagione, ma dà due importanti comunicazioni. “Appena sarà eletto il nuovo Sindaco, saremo immediatamente al lavoro per ottenere l’ampliamento della capienza del Lungobisenzio ad almeno 5.000 posti, perché questa città merita uno stadio all’altezza della propria passione. Inoltre, a breve apriremo nel centro storico il nostro Prato Store, uno spazio dedicato ai tifosi, ai bambini, alle famiglie e a tutti coloro che amano questi colori. Perché il Prato deve tornare definitivamente alla sua gente. Noi non siamo qui per una stagione, siamo qui per costruire, per crescere, per lasciare qualcosa di importante. Il bello deve ancora venire”, il messaggio lanciato da Politano.
Sull’annata ormai conclusa, invece il numero uno del Prato sottolinea: “Fa male questa sconfitta, lo so, fa tremendamente male, perché quando inizi a vincere insieme alla tua gente, quando senti tornare il fuoco negli occhi di una città intera, quando vedi uno stadio che ricomincia a sognare davvero… allora è normale restarci male. Ed è giusto che sia così così. Ma oggi, al di là del risultato, voglio ricordare da dove siamo partiti. Abbiamo preso in mano AC Prato in una delle fasi più difficili della sua storia recente. Una società che rischiava di non restare nemmeno in Serie D e che è rimasta in categoria soltanto grazie a un ricorso accolto. Una realtà confusa, fragile, senza certezze. Eppure, in una sola stagione, questi ragazzi, il nostro Mister, la dirigenza e tutte le persone che lavorano ogni giorno dietro le quinte hanno compiuto qualcosa di enorme: hanno restituito orgoglio, entusiasmo e identità a Prato. A loro va il mio grazie più sincero. Al Mister, che ha guidato questo gruppo con competenza, equilibrio e cuore. Alla dirigenza, che ha lavorato senza sosta. Alla squadra, che ha dato tutto fino all’ultimo minuto. E soprattutto ai tifosi, che sono tornati a sentirsi finalmente parte di qualcosa. Sapevamo fin dall’inizio che questo sarebbe stato un anno di transizione. Ma l’appetito viene mangiando, e quando inizi a vedere una squadra lottare così, una città rispondere così e uno stadio vivere così, allora è inevitabile desiderare sempre di più. E sapete una cosa? È proprio questo il segnale più bello. Perché significa che Prato è tornata viva”.












