Dalla Toscana alla Calabria per coltivare legalità: si conclude l’esperienza dello Spi Cgil Prato Pistoia ai campi ‘E!State Liberi!’

Una settimana di lavoro, formazione e condivisione nei terreni confiscati alla 'ndrangheta a Isola Capo Rizzuto per trasformare i beni sottratti alle mafie in luoghi di riscatto sociale

0
9

Si è conclusa la partecipazione dello Spi Cgil Prato Pistoia ai campi di volontariato ‘E!State Liberi!’, il progetto promosso da Libera che ogni anno coinvolge centinaia di volontari nei beni confiscati alle mafie in tutta Italia. Anche quest’anno una delegazione dello Spi, composta da Luciano, Sandra, Silvana e Romeo, ha preso parte all’esperienza presso l’agriturismo Terre Ioniche di Isola Capo Rizzuto, in Calabria. Si tratta di una fattoria di circa cento ettari confiscata alla ‘ndrangheta e oggi restituita alla collettività grazie al lavoro della cooperativa sociale Terre Ioniche. Per una settimana il gruppo toscano ha condiviso lavoro, momenti di formazione e vita quotidiana con ragazze e ragazzi provenienti dalla provincia di Bologna, coordinati dai referenti di Libera Raffaella e Umberto. Un’esperienza che ha saputo mettere in relazione generazioni diverse, unite dall’obiettivo comune di promuovere la cultura della legalità e del riutilizzo di beni confiscati alle organizzazioni criminali.

Le giornate sono state dedicate ai lavori agricoli, ma anche alla cura degli spazi comuni e ai laboratori pratici. Accanto all’impegno nei campi, il progetto ha offerto anche un percorso formativo. I volontari hanno partecipato a incontri dedicati al tema dei beni confiscati e del loro valore sociale, ascoltando le testimonianze di familiari di vittime delle cosche e di imprenditori che hanno trovato il coraggio di denunciare il racket delle estorsioni. Tra i momenti più toccanti, l’incontro con Anna, madre di Gabriele, giovane vittima di lupara bianca, che da anni racconta la propria storia ai ragazzi per mantenere viva la memoria e alimentare la ricerca della verità. Non sono mancati momenti di confronto con altre realtà sociali del territorio. I volontari hanno infatti visitato un centro del Sistema Accoglienza e Integrazione gestito dalla cooperativa Agorà, prendendo parte a un laboratorio insieme ai migranti ospitati nella struttura.

Durante tutta la settimana i volontari dello Spi Cgil Prato Pistoia hanno contribuito anche alla gestione della vita del campo, preparando pranzi e cene, condividendo le giornate con i giovani partecipanti. Un legame che si è consolidato giorno dopo giorno attraverso il lavoro, la collaborazione e la quotidianità, fino alla restituzione finale dell’esperienza, durante la quale i ragazzi hanno espresso parole di apprezzamento per il percorso vissuto e per il contributo offerto dalla delegazione pratese. “Anche quest’anno torniamo a casa con più consapevolezza – commenta il segretario generale dello Spi Cgil Prato Pistoia –. Esperienze come questa rappresentano uno straordinario investimento sul futuro. Coltivare un terreno confiscato alla mafia significa coltivare legalità, responsabilità e giustizia sociale. Il valore più grande è stato quello dello scambio tra generazioni. Abbiamo lavorato insieme ai ragazzi, condividendo esperienze, idee e valori. È questo il modo di costruire una cultura della legalità capace di durare nel tempo”. Al termine della settimana lo Spi Cgil Prato Pistoia ha voluto lasciare ai giovani partecipanti un simbolo del percorso condiviso, donando loro la bandiera dell’organizzazione. Un gesto semplice che suggella un’esperienza fatta di lavoro e impegno civile.