Il Prato Crime Festival chiude con oltre 3mila presenze. Gli organizzatori: “La città ha voglia di eventi di qualità”

Bilancio positivo per la prima edizione della manifestazione, capace di richiamare pubblico da tutta la Toscana e anche da fuori regione. “Idea promossa dal pubblico. Adesso vogliamo fare di Prato un punto di riferimento per il crime nel centro Italia”

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Oltre tremila presenze in tre giorni, appuntamenti sempre partecipati in diversi luoghi della città e un pubblico arrivato da tutta la Toscana, ma anche da fuori regione. Si chiude con numeri superiori alle aspettative la prima edizione del Prato Crime Festival, che dall’11 al 13 settembre ha portato in città incontri, dibattiti e approfondimenti dedicati alla criminologia, alla giustizia e ai casi di cronaca che hanno segnato il Paese.

Una prima edizione immaginata come data zero dalla quale partire per verificare la risposta della città e costruire il futuro della manifestazione. Una risposta che sul fronte della partecipazione, è arrivata. Il momento di maggiore richiamo è stato quello di sabato sera con Sigfrido Ranucci, protagonista di un appuntamento che ha portato circa 900 persone, facendo registrare il picco di partecipazione dell’intera manifestazione. Grande interesse anche per l’incontro con il giornalista Pino Rinaldi, che ha fatto registrare il tutto esaurito con 120 persone all’interno di Palazzo Vaj e numerosi partecipanti rimasti fuori in attesa di poter entrare. Tra gli appuntamenti più seguiti anche quello con Roberta Bruzzone, che ha chiuso il festival e ha richiamato circa 350 persone. Un insieme di numeri che portano il bilancio complessivo della tre giorni a oltre tremila presenze.

“Siamo estremamente soddisfatti della risposta che abbiamo ricevuto – commentano gli organizzatori del Prato Crime Festival –. Ci siamo impegnati in questo evento con l’obiettivo di capire come avrebbe reagito Prato a una proposta culturale nuova e la città ci ha dato una risposta molto forte. Superare le tremila presenze, vedere alcuni appuntamenti completamente pieni e sapere che sono arrivate persone da tutta la Toscana e anche da fuori regione ci dà la conferma che c’è interesse sui temi proposti e sui quali possiamo continuare a lavorare. Da questa esperienza vogliamo partire per costruire l’edizione del prossimo anno con l’ambizione di fare di Prato un punto di riferimento per il mondo del crime nel centro Italia”.

Un risultato che, secondo gli organizzatori, è stato possibile anche grazie alla risposta del territorio. Partner e sponsor hanno sostenuto la manifestazione fin dalle sue prime fasi, così come le associazioni di categoria, che hanno contribuito anche alla realizzazione e alla diffusione delle iniziative collaterali a tema organizzate durante i giorni del festival. L’obiettivo dichiarato è quindi dare continuità all’esperienza e trasformare progressivamente il Prato Crime Festival in un appuntamento riconoscibile anche al di fuori dei confini regionali. Un percorso nel quale un ruolo importante è stato svolto dal Torino Crime Festival, esperienza già consolidata nel nord Italia. “Credo che la città abbia apprezzato soprattutto il fatto che il festival sia riuscito a costruire uno storytelling del mondo del crime a 360 gradi, raccontando non soltanto la criminologia in senso stretto, ma anche tutte le discipline e le professionalità che le gravitano intorno: dal giornalismo alle professioni legate al crimine, dalle forze dell’ordine alla psicologia – sottolinea Fabrizio Vespa, presidente del Torino Crime Festival e tra gli organizzatori della manifestazione pratese –. I dati di questa prima edizione sono senza dubbio favorevoli e ci fanno pensare che ci siano importanti prospettive di crescita. Per il prossimo anno possiamo quindi iniziare a immaginare un ulteriore salto di qualità, lavorando anche al coinvolgimento di figure di rilievo del panorama internazionale”.