E’ già tempo di vigilia per il Prato, che domani (mercoledì 16 settembre, calcio d’avvio alle 15) torna in campo per la terza giornata del girone E di Serie D. Allo stadio Lungobisenzio i biancazzuri affrontano il Grassina, unica formazione del raggruppamento ancora a zero punti assieme al Ghiviborgo. I lanieri invece vanno a caccia del terzo successo consecutivo dopo quelli contro Nuova Ternana e Rondinella Marzocco.
«Veniamo da una prova importante su un campo difficile. Queste sono le partite più complicate, compresa la prossima che andiamo ad affrontare. I nostri avversari cercheranno di fare una prestazione sopra le righe. Siamo preparati a questo e non sbaglieremo atteggiamento. Poi il risultato finale dipenderà da tanti aspetti», le parole in conferenza stampa di mister Alessandro Dal Canto, che contro i rossoverdi non potrà contare né su Greselin, né su Barranca. «Greselin ha subito quella ginocchiata contro la Nuova Ternana. Dipende dal dolore che avverte il ragazzo, ma penso che dopo il match con il Sasso Marconi potrà riaggregarsi al gruppo. Nonostante la sua assenza – ha proseguito il tecnico biancazzurro – abbiamo un centrocampo sufficientemente strutturato. Barranca speriamo di riaverlo per la trasferta di domenica. Per il resto, sono tutti a disposizione. Marzierli? E’ normale che non sia al 100% della condizione fisica. E’ rientrato da troppo poco. Abbiamo in testa di portarlo a pieno regime gradualmente. Quanto giocherà contro il Grassina? Lo vedremo direttamente durante la partita».
Per quanto concerne la formazione titolare, sono attesi alcuni cambi rispetto a quella vista contro la Rondinella Marzocco. «Me lo posso permettere avendo in rosa calciatori forti. E poi bisogna restare tutti sulla corda. E’ impensabile arrivare in fondo alla stagione utilizzando sempre i soliti. Bajic sicuramente sarà titolare. Le rotazioni? In questa categoria c’è una lista esigua dei calciatori che possono venire in panchina e sinceramente non ne capisco la motivazione. Mi dispiace per i ragazzi, che però sono consapevoli della situazione. Abbiamo 16 over: quando siamo tutti o quasi, almeno un paio devono andare in tribuna».











