Portare all’attenzione dell’opinione pubblica una vicenda che rischia di avere gravi conseguenze sul tessuto economico e sociale del territorio: è questo l’obiettivo dell’intervento del presidente del Consorzio Spurghisti Associati (CSA), Massimo Durgoni, in merito al progetto del Comune di Firenze di realizzare un ecocentro in via Rocca Tedalda. Il piano dell’amministrazione prevede l’esproprio di terreni attualmente utilizzati da Autospurgo 90 S.p.A., azienda storica fiorentina operante nel settore dei servizi ambientali. Si tratta di un’area strategica, oggi adibita a parcheggio e spazio di manovra per gli automezzi, indispensabile per garantire la piena operatività della società. L’azienda dispone inoltre di un notevole parco automezzi costituito da più di 30 veicoli, compresi bilici autoarticolati di notevoli dimensioni, che necessitano di ampi spazi per il parcheggio e le manovre operative.
“Riteniamo doveroso segnalare – afferma Durgoni – che non esistono, allo stato attuale, aree alternative nella stessa zona che possano assicurare le medesime condizioni operative. L’eventuale spostamento dell’azienda risulterebbe di fatto impraticabile”. Il presidente del CSA evidenzia inoltre un elemento logistico cruciale: la sede si trova nella zona sud della città, in posizione strategica, vicina sia al centro urbano sia all’Autostrada A1, garantendo così un accesso rapido e efficiente alle principali vie di comunicazione. Una collocazione che consente interventi tempestivi su tutto il territorio. Autospurgo 90 S.p.A. è infatti vincolata da appalti attivi da decenni con realtà di primaria importanza, tra cui ospedali, centri commerciali, musei e stazioni ferroviarie, che impongono interventi entro due ore dalla chiamata. “Una tempistica – sottolinea Durgoni – che richiede necessariamente una collocazione logistica strategica, non replicabile altrove senza compromettere il servizio”.
Secondo il Consorzio, le conseguenze di un eventuale esproprio sarebbero estremamente gravi: si prospetta il concreto rischio di cessazione dell’attività aziendale, con il conseguente licenziamento di oltre 40 dipendenti. “Parliamo di più di 40 famiglie che potrebbero trovarsi improvvisamente senza reddito – prosegue Durgoni – in un contesto economico già particolarmente difficile”.
Nel suo intervento, il presidente richiama inoltre una possibile soluzione alternativa. “Risulta che il presidente del Quartiere 2, Michele Pierguidi, abbia già individuato e segnalato un’altra area, peraltro già di proprietà comunale, che potrebbe essere destinata alla realizzazione dell’ecocentro senza compromettere attività produttive esistenti. Tale soluzione risulterebbe inoltre, anche per il Comune, meno onerosa dal punto di vista economico rispetto all’attuale ipotesi progettuale”. L’appello del CSA è quindi rivolto alle istituzioni affinché si apra un confronto costruttivo: “Non siamo contrari allo sviluppo dei servizi ambientali – conclude Durgoni – ma riteniamo fondamentale che le scelte urbanistiche tengano conto della tutela delle imprese storiche e dei livelli occupazionali. Confidiamo che venga valutata con attenzione ogni possibile alternativa, nell’interesse dell’intera comunità”.
L’appello del Consorzio Spurghisti Associati: il progetto ecocentro in via Rocca Tedalda divide.Esproprio minaccia il futuro di Autospurgo 90 SpA e quello di oltre 40 famiglie
La storica azienda fiorentina, operante nel settore dei servizi ambientali, chiede lo stop all'esproprio. Durgoni: "Tutti uniti per far capire alle istituzioni che non possono ignorare le necessità di un azienda così importante"

















