“Da imprenditore, in questi anni ho imparato che quando parliamo di lavoro non stiamo parlando solo di economia. Stiamo parlando di dignità e indipendenza, della ricerca di una migliore qualità della vita, ma soprattutto della possibilità di scegliere il proprio futuro e di farlo nella propria città. È per questo che considero il tema dell’imprenditoria, e soprattutto dello sviluppo dell’imprenditoria femminile e dell’inclusione lavorativa delle donne, uno dei temi più importanti che voglio portare dentro il mio impegno pubblico”. Inizia così l’intervento di Marco Burani, imprenditore, candidato al consiglio comunale di Prato nella lista civica Biffoni Sindaco. Al centro del suo programma elettorale c’è il tema dell’imprenditoria femminile. “Su questo tema, Prato parte da una base importante – aggiunge -. Secondo Confartigianato, nel 2024 il tasso di occupazione femminile della provincia ha raggiunto il 74,0%, tra i più alti in Italia, e oltre un quarto delle imprese artigiane pratesi, il 26%, è guidato da donne. Un altro dato diffuso nel 2025 conferma che il territorio pratese si colloca sopra la media regionale e nazionale per propensione all’imprenditoria femminile. Questi numeri, però, non devono portarci ad accontentarci. Dobbiamo avere il coraggio di fare un passo in più e non limitarci a celebrare dati positivi. Dobbiamo riuscire a rendere più sistemico e più semplice lo sviluppo dell’imprenditoria femminile pratese, supportare le aziende a guida femminile nell’aumentare la loro leadership nazionale e accompagnarle anche nello sviluppo di nuovi business fuori regione, facilitando percorsi di internazionalizzazione”.
Da qui la proposta di Burani. “Dobbiamo fare diventare Prato un ecosistema e un hub di scambio, formazione e creazione di impresa femminile – conclude -. Questa può diventare una leva strutturale per lo sviluppo della città. In questa direzione sarebbe interessante guardare anche a esperienze nazionali che mettono al centro il racconto e la valorizzazione dell’impresa femminile. Torino, per esempio, ha appena ospitato la mostra “Made in Italy Impresa al Femminile”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sarebbe bello che in futuro anche Prato potesse accogliere iniziative di questo tipo, capaci di dare visibilità alle esperienze esistenti e di rafforzare una cultura diffusa dell’impresa femminile, oltre a creare un sempre più forte dialogo con il governo nazionale. Una città cresce meglio quando valorizza l’autonomia e la capacità di iniziativa delle donne. Cresce meglio quando non costringe nessuno a scegliere tra lavoro e famiglia”.
















