Da Prato al Petrarca Rugby: Filippo Giagnoni pronto al salto in Serie A Élite

Il pilone pratese classe 2006, cresciuto nel Gispi Rugby Prato e passato dai Cavalieri Union, racconta il suo approdo a uno dei club più prestigiosi del rugby italiano dopo le esperienze con le Nazionali Under 18 e Under 19

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Filippo Giagnoni
Filippo Giagnoni, pilone classe 2006 approda al Petrarca Rugby Prato. (Foto tratta dal profilo Facebook del Petrarca Rugby)

Ci sono percorsi che partono da un campo di minirugby e, passo dopo passo, arrivano ai più importanti palcoscenici del rugby italiano. È il caso di Filippo Giagnoni, pilone pratese classe 2006, che dopo essere cresciuto nel Gispi Rugby Prato, aver vestito la maglia dei Cavalieri Union Rugby Prato e aver vissuto l’esperienza delle Nazionali giovanili Under 18 e Under 19, è pronto a iniziare una nuova avventura con il Petrarca Rugby di Padova.

Una chiamata importante per il giovane rugbista pratese, che nella prossima stagione si confronterà con la Serie A Élite, il massimo campionato italiano. Un salto di livello che Giagnoni affronta con entusiasmo, ma soprattutto con la consapevolezza dell’importanza dell’occasione.

“La chiamata da uno dei club più importanti e storici non è una chiamata qualunque. Sono felice e onorato che il Petrarca mi abbia scelto per questa stagione. È mia intenzione onorare al meglio questa chiamata”, racconta Filippo.

Prima di arrivare a Padova, però, c’è una storia profondamente legata a Prato. Giagnoni ha iniziato a giocare a rugby nel Gispi, vivendo tutto il percorso del minirugby, tra tornei, trasferte e i primi legami che ancora oggi resistono.

Sono nato Gispolotto e diventato Cavaliere, un percorso naturale per chi come me è nato e cresciuto a Prato”, spiega. “Il percorso del minirugby lo ricordo come un periodo fantastico, fatto di tornei, di incontri con ragazzi e famiglie con cui tutt’oggi ho contatti e terzi tempi memorabili, come le trasferte per mezza Italia”.

Dal Gispi il passaggio ai Cavalieri Union, dove Giagnoni ha iniziato a mettere a frutto quanto imparato negli anni precedenti e a confrontarsi con un livello sempre più competitivo. Un percorso che lo ha portato anche a raggiungere le Nazionali giovanili.

“Gli anni dei Cavalieri sono stati quelli dove ho iniziato a concretizzare ciò che ho appreso negli anni precedenti e dove, sempre tra trasferte e partite di campionato, ho avuto la possibilità di arrivare fino alle Nazionali giovanili. È un percorso che rifarei e che consiglio, per l’ambiente, l’esperienza e le amicizie nate sui campi da gioco”.

E proprio l’esperienza con l’Italia Under 18 e Under 19 ha rappresentato un altro passaggio fondamentale nella crescita del giovane pilone. Non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche umano.

“Per arrivare in Nazionale ho avuto il sostegno dei compagni e di tutte le figure delle società di appartenenza. L’esperienza delle Nazionali mi ha arricchito sotto vari aspetti, sia di preparazione che di socializzazione”.

Vestire la maglia azzurra è diventato anche uno stimolo per continuare a lavorare e migliorarsi.

“Diventare un giocatore delle Nazionali giovanili è stato un input a fare sempre meglio per raggiungere ottimi traguardi. Personalmente il percorso Nazionale mi ha reso più attento alla costruzione della mia figura di atleta, più forte mentalmente e pronto per scelte future”.

Adesso, però, è tempo di guardare avanti. Il Petrarca rappresenta una nuova realtà e un ambiente completamente diverso da quelli conosciuti finora, anche se Giagnoni aveva già avuto modo di conoscere il Memo Geremia grazie ai tornei Bottacin e San Marco.

“Tornare al Memo Geremia, al di là dei Tornei Bottacin e San Marco, è stata una grande emozione. Mi ricordavo un ambiente rigoroso e ordinato e così l’ho ritrovato”.

L’impatto con la nuova squadra è stato positivo fin dal primo giorno. “Sono stato accolto nel migliore dei modi da tutti, dai compagni, allenatori e dirigenti”. E per un giovane che fino a poche settimane prima vedeva alcuni di quei giocatori soltanto in televisione o sui social, trovarseli accanto in spogliatoio è stata un’emozione particolare.

“Qualche compagno di squadra fino a un mese fa lo conoscevo di nome e lo vedevo in TV o sui social e incontrarli di persona è stato davvero emozionante. Con altri compagni siamo stati insieme nelle Nazionali giovanili, mentre altri devo ancora conoscerli”.

Ora arriva la parte più difficile e, allo stesso tempo, più stimolante: confrontarsi quotidianamente con il rugby di alto livello. Giagnoni non vuole porsi limiti, ma nemmeno bruciare le tappe. Il suo primo obiettivo è imparare.

“Già essere arrivato in una squadra di Serie A Élite come il Petrarca mi stimola ad imparare e apprendere sotto tutti gli aspetti. L’obiettivo che mi pongo è sfruttare al meglio gli insegnamenti che mi arrivano durante ogni singolo allenamento, al fine di migliorare in campo e fuori”.

E nel futuro resta un sogno che non ha mai smesso di coltivare: tornare a vestire la maglia azzurra.

“Per il futuro intendo impegnarmi ancora di più, per poter mantenere un alto livello e sognare ancora l’azzurro”.

Il viaggio di Filippo Giagnoni, dunque, continua. Dai primi passi al Gispi, agli anni dei Cavalieri Union, fino alle esperienze con le Nazionali giovanili e ora al Petrarca Rugby. Un percorso nato a Prato e che oggi lo porta davanti a una nuova sfida, con la voglia di imparare, crescere e provare a conquistare un posto tra i grandi del rugby italiano.