Verso Prato-Tau, Dal Canto: «Dobbiamo trovare un’identità precisa»

Il nuovo tecnico del Prato al debutto sulla panchina biancazzurra: «Lattarulo recuperato. Cambiamenti? Abbiamo provato delle soluzioni»

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La prima di mister Alessandro Dal Canto è ormai alle porte. Battesimo di fuoco per il nuovo allenatore del Prato, che domani (domenica 25 gennaio, calcio d’inizio alle 14:30) ospita al Lungobisenzio il Tau Altopascio, seconda forza del girone E di Serie D. «E’ stata una settimana positiva, durante la quale abbiamo lavorato e ci siamo conosciuti meglio. Arriviamo pronti per la partita – le parole del tecnico di Castelfranco Veneto – Sarà una gara difficile. I numeri ci dicono che sfidiamo una squadra forte e che ha perso poco. Con una difesa rocciosa, i lucchesi stanno raccogliendo risultati importanti. Peraltro il Tau è in salute, ma secondo me possiamo fare una grande gara. Poi se questo basterà per vincere non lo so».

Buone notizie dall’infermeria, dato che è recuperato per il match Lattarulo. Non ci saranno invece Rossetti (per squalifica) e D’Orsi (causa infortunio). «Non abbiamo grossi problemi a livello numero. La squadra sta bene sia a livello fisico che mentale. E’ normale che la situazione non sia delle migliori quando arrivi da due sconfitte consecutive e dal cambio in panchina, ma la vita va avanti e i ragazzi devono affrontare questa professione nel modo giusto. Cambiamenti tattici? Abbiamo provato delle soluzioni, in base alle nostre caratteristiche. In questo momento – spiega Dal Canto – ci dobbiamo preoccupare di trovare un’identità precisa e di portarla avanti. A me piace che la mia squadra tenti di giocare e di procurarsi quello che desidera alla fine della partita. In generale, vorrei che fossimo propositivi, anche se questo non dipende solo da noi, ma anche dagli avversari, dalle condizioni del campo e da tante altre cose. L’aspetto mentale? Per la grande aspettativa che c’è intorno alla squadra, il rischio è che i calciatori cerchino di forzare. E’ necessario scendere in campo non preoccupati o troppo vogliosi di accontentare queste aspettative che ci sono».