“Il Circolo Tennis Etruria apprende dagli organi di stampa l’ipotesi di realizzazione di un nuovo stadio da 15mila posti nell’area del Lungobisenzio, progetto che comporterebbe lo spostamento (?) dei campi da tennis del nostro circolo. Siamo sinceramente sbalorditi. In un attimo, con la presentazione di un rendering e di un “sogno” legittimo per una parte della città, si rischia di calpestare 76 anni – sì, settantasei – di storia sportiva gloriosa del C.T. Etruria. Settantasei anni di attività ininterrotta. Settantasei anni di risultati sportivi che hanno portato Prato alla ribalta delle cronache nazionali. Settantasei anni di impegno sociale, educativo e formativo verso giovani e famiglie”. Con un duro comunicato, il Circolo Tennis Etruria ha espresso il proprio sbigottimento e la propria rabbia dopo essere venuto a conoscenza dei dettagli del progetto per il nuovo stadio da 15mila posti avanzato dalla proprietaria dell’Ac Prato, Asmaa Gacem. Progetto che, dovesse essere realizzato per come è stato presentato, prevederebbe lo spostamento dei campi da tennis.
“Oltre 300 famiglie gravitano attorno al nostro circolo, insieme a dipendenti, istruttori, collaboratori e al ristorante che costituisce parte integrante della vita sociale dell’impianto. Una comunità viva, attiva, produttiva. Apprendiamo tutto questo dai giornali, senza che il Circolo sia stato preventivamente informato o coinvolto. Non è questo il modo di affrontare scelte che incidono così profondamente sulla storia e sugli equilibri sportivi della città. Il C.T. Etruria non è un ostacolo allo sviluppo. Non è contro il calcio. Non è contro i sogni. Ma ritiene che i sogni di qualcuno non possano realizzarsi cancellando la storia e gli interessi legittimi di altri. Chiediamo rispetto. Chiediamo confronto. Chiediamo che prima di ipotizzare spostamenti si valuti con serietà l’impatto sociale, economico e sportivo di una simile scelta. La storia sportiva di Prato non è fatta da una sola realtà. È fatta da più eccellenze, che meritano tutte ascolto. Il C.T. Etruria è pronto al dialogo, ma non accetterà che 76 anni di storia vengano trattati come un dettaglio urbanistico”.












