La doppia proposta per il nuovo stadio dell’Ac Prato, avanzata dalla presidente biancazzurra Asmaa Gacem, ha creato un gran dibattito in città. Inevitabile, visto l’argomento e la portata dei due progetti presentati nella giornata di venerdì. Vari esponenti si sono espressi a riguardo, a cominciare da Massimo Taiti, che ha espresso più di un dubbio. “Ho sentito parlare di uno spostamento dei campi da tennis nel caso della proposta da 15mila posti, ma senza che l’Etruria – una realtà storica del nostro territorio – venisse interpellata. Mi sembra assurdo – ha sottolineato il delegato Coni per la provincia di Prato attraverso le colonne de La Nazione – anche perché sono stati coinvolti dei tecnici pratesi. E anche la questione dei parcheggi non è stata approfondita sufficientemente. Mi sembrano delle soluzioni approssimative e velleitarie. Anche a me piace sognare, ma le basi per farlo devono essere solide. Non mi ha convinto neppure il fatto di esporre i progetti in questo momento, dato che la situazione politica è quella che è. Così come non sono sicuro che i tempi di cui ha parlato Gacem verrebbero rispettati: in sei mesi di lavoro, non sono ancora riusciti a ottenere l’ampliamento della capienza massima del Lungobisenzio”.
In risposta alle dichiarazioni di Taiti, ecco l’intervento di Claudio Stanasel, capogruppo della Lega. “Sono l’ennesimo tentativo di ridurre, ridimensionare e frenare. Ancora una volta assistiamo alla solita sindrome di chi, invece di sostenere un progetto ambizioso, si preoccupa subito di limitarlo, ridurlo, indebolirlo. È un atteggiamento che non fa male solo allo sport, ma all’intera città. Questo bisogno costante di abbassare l’asticella rappresenta il fallimento di decenni di visioni provinciali, condizionate da personalismi e mentalità ristrette. Una mentalità che ha bloccato Prato troppo a lungo. Ringrazio sinceramente la Presidente Asmaa Gacem per aver portato a Prato una proposta moderna, strutturata e capace di restituire dignità allo sport pratese. Il nuovo stadio non è solo un’infrastruttura, ma un investimento nell’identità e nell’orgoglio di tutta la comunità. È questo lo spirito che serve per far tornare Prato a sognare, per ridare centralità ai tifosi e per costruire un futuro che questa città attende da troppi anni”. Secondo l’esponente leghista, il progetto di Gacem “rappresenta un salto di qualità culturale oltre che sportivo: finalmente qualcuno ha il coraggio di proporre una visione e non solo manutenzione ordinaria”. Sulla medesima falsariga il commento del segretario comunale della Lega, Letizia Faggi, che affianca Stanasel nel sostegno al progetto: “Esprimiamo il pieno sostegno politico all’iniziativa della presidente Gacem. Siamo al suo fianco e al fianco di chiunque abbia il coraggio di immaginare e proporre un futuro migliore per lo sport pratese e per tutta la nostra comunità. Questo progetto rappresenta un vero cambio di passo dopo anni di immobilismo e timidezze: finalmente si torna a parlare di sviluppo, di identità e di ambizione. Come Lega continueremo a sostenere ogni percorso che porti la città a crescere, a investire e a credere nelle proprie potenzialità”.
Infine, queste le parole di Erica Mazzetti. “Giusto che si torni a parlare di stadio a Prato e anche a sognare in grande, la città lo merita. Da sempre sostengo la necessità di una riqualificazione complessiva della zona stadio, dalla stazione ai magazzini generali: insieme al delegato provinciale del Coni, avv. Taiti, ho presentato una proposta in tal senso che, sotto campagna elettorale, aveva avuto il sostegno anche di Ilaria Bugetti, la quale poi non ne ha fatto nulla. Non è tempo dei rendering, è il tempo del fare pianificazione – l’analisi della deputata pratese di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI – Allo stesso tempo, è decisivo aprire un nuovo capitolo nella gestione degli impianti sportivi, da sempre e, soprattutto, durante le giunte Biffoni-Bugetti, nota dolente della città. È incredibile, infatti, che Biffoni vada in giro a vantarsi di quanto fatto, cioè niente perché non sono stati realizzati nuovi impianti e nulla è stato fatto per mettere in regola quegli esistenti. Negli ultimi anni, larga parte degli impianti è stata data in gestione a società sportive senza l’idoneità con l’impegno – sulla carta – a fare gli interventi: come è noto, le disponibilità sono poche, le società si sono arrangiate, con tutti i rischi connessi, e gli impianti sono stati tenuti aperti in deroga, più per consenso che per un interesse effettivo al movimento sportivo pratese. È stato Biffoni a chiudere lo Stadio Lungobisenzio. Proprio per questo – ha aggiunto Mazzetti – servono pochi rendering – ne abbiamo visti troppi nel grigio decennio di Biffoni – e molta visione strategica e integrata. Fondamentale che la nuova amministrazione coinvolga tutti, compresi i corpi intermedi e, soprattutto, le imprese della città che più volte hanno dimostrato, con progetti innovativi, il loro valore, la loro competenza, la capacità effettiva di fare ciò che viene progettato. Resto convinta che occorra una pianificazione generale dell’area, partendo dalla stazione centrale fino ai magazzini generali. Solo in questo modo avremo una vera e propria rigenerazione urbana e socioeconomica, con la partecipazione del pubblico e del privato, come già prevede il nuovo codice appalti, senza togliere altri impianti come il Circolo Etruria, che rappresenta la storia del tennis pratese, ma integrandolo”.












