Da ormai qualche mese la situazione degli impianti sportivi a Prato è entrata in una fase di vera e propria emergenza, con conseguenze dirette sulle società sportive, che rischiano di essere le principali vittime di un sistema normativo poco chiaro e di una gestione istituzionale frammentata. Sono già stati tre gli impianti chiusi dopo i sopralluoghi dell’Asl con conseguenze molto pesanti per le società interessate: Tavola, Chiesanuova e Paperino San Giorgio.
Nella serata di ieri si è tenuto un incontro tra i rappresentanti territoriali Figc, Paolo Mangini e Massimo Taiti, e le società calcistiche pratesi. Durante la riunione era presente anche l’ingegnere Simone Storai, che ha fornito informazioni più tecniche ed ha aiutato a fare un punto della situazione dettagliato.
Analisi della situazione
Un ruolo centrale nella vicenda è quello della dottoressa Bianco, responsabile del Dipartimento di Prevenzione, che ha redatto le linee guida igienico-sanitarie sugli impianti sportivi. Linee guida che si traducono in una scheda di rilevazione di 14 pagine, uno strumento complesso che molte società faticano a interpretare e applicare senza un supporto tecnico adeguato. Una problematica sorge dal momento in cui all’Asl non viene chiesto soltanto di monitorare le condizioni igienico-sanitarie della struttura, ma bensì di eseguire controlli completi fuori dalla sua sfera di competenza.
Il problema principale riguarda la Scia (segnalazione certificata di inizio attività), elemento che sta bloccando o mettendo in discussione l’agibilità di numerose strutture. A questo si aggiunge un paradosso amministrativo: il Comune non può fornire la documentazione richiesta, poiché molti impianti non vengono formalmente considerati “a norma”. Proprio sulla Scia si incentra l’interrogazione che il consigliere regionale del Pd Matteo Biffoni ha presentato alla giunta regionale, chiedendo di fare il possibile per chiarire e semplificare le procedure.
In questo scenario, le società sportive risultano essere le vere parti lese. In assenza di un coordinamento chiaro tra enti e di una presa di responsabilità politica, vengono lasciate sole a fronteggiare adempimenti tecnici e burocratici che non competono loro direttamente. La situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di un coinvolgimento attivo del sindaco e dell’assessore competente, un’assenza che pesa in una fase così delicata.
Secondo le indicazioni emerse, le società dovrebbero dotarsi di un tecnico di fiducia per individuare i documenti mancanti e tentare di regolarizzare le posizioni, ma si tratta di un onere economico e organizzativo non sostenibile per molte realtà dilettantistiche. Un altro punto critico riguarda la capienza degli impianti: le strutture con una capienza superiore ai 99 posti rischiano la chiusura, una misura che potrebbe colpire duramente palazzetti e impianti storici della città, riducendo drasticamente l’offerta sportiva sul territorio.
La vicenda, analizzata anche dall’ingegner Storai, mette in luce un problema strutturale: norme poco chiare e interpretazioni confuse. Nel frattempo, lo sport pratese rischia di pagare il prezzo più alto. E sembra davvero necessario un intervento rapido e condiviso che metta al centro la tutela delle società sportive e il diritto allo sport, evitando che controlli e burocrazia vadano ad intervenire dove non serve penalizzando chi ogni giorno garantisce attività, inclusione e presidio sociale sul territorio.
Incontri istituzionali e confronto tecnico
Va senza dubbio riconosciuto e valorizzato l’impegno di Taiti e Mangini, che stanno portando con determinazione queste problematiche all’attenzione delle autorità competenti, ricostruendo con chiarezza la catena politica chiamata a intervenire. È già in programma un incontro con l’Asl per definire il modus operandi dei controlli e chiarire i criteri applicativi. Un passaggio fondamentale, considerando che molte delle criticità riscontrate derivano da interpretazioni errate di una legge scritta in modo poco chiaro. Venerdì alle 14 è inoltre previsto un incontro con l’architetto Fiorentini e un tecnico regionale del Coni, mentre nel corso della prossima settimana dovrebbe tenersi un confronto con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel tentativo di coinvolgere l’intera filiera politica e istituzionale.
La Figc ha inoltre dichiarato che verranno stanziati dei fondi per aiutare le società che per prime sono state vittime di questa situazione, l’ultimo caso riguarda il Paperino San Giorgio che proprio in questi giorno è riuscito a trovare la disponibilità di un campo grazie all’accordo con l’Olimpia Prato.












