Lucrezia Stefanini vittima di minacce di morte durante il torneo di Indian Wells

La tennista azzurra minacciata su WhatsApp con riferimenti ai suoi familiari. La Federazione Italiana Tennis ha espresso piena solidarietà

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La tennista pratese Lucrezia Stefanini, 27 anni, numero 138 del ranking mondiale e protagonista della Billie Jean King Cup, è stata oggetto di gravi minacce mentre si trovava a Indian Wells, negli Stati Uniti, per le qualificazioni del torneo californiano. Come riportato su Notizie di Prato, attraverso i suoi canali social Stefanini ha denunciato di aver ricevuto messaggi minatori sul proprio numero WhatsApp: “Mi hanno inviato una foto di una pistola e scritto anche i nomi dei miei genitori e il luogo dove sono nata. Mi hanno minacciata di morte se non avessi perso la partita. È un episodio molto grave”. La tennista è stata poi eliminata nelle qualificazioni da Victoria Jimenez Kasintseva in tre set, ma ha ricevuto immediato supporto dalla WTA: “Sono stati tutti molto disponibili – ha raccontato Stefanini –. Hanno rafforzato la sicurezza intorno a me, scortandomi fino all’auto e mettendosi a disposizione per tutto il torneo. Non posso accettare che lo sport, e il tennis in particolare, siano minacciati da comportamenti simili. Ho dato il massimo in campo e continuerò a farlo”.

Solidarietà a Stefanini è arrivata anche dal presidente della Fitp, Angelo Binaghi, che ha definito l’accaduto “un fatto gravissimo e intollerabile”: “Inviare immagini di armi e sfruttare dati personali per intimidire un’atleta rappresenta un salto di gravità preoccupante, estraneo allo sport. Chi tenta di influenzare una partita attraverso la paura o per motivi legati alle scommesse si pone su un piano criminale. Questi comportamenti richiedono una risposta immediata da parte della giustizia”. Binaghi ha sottolineato il pieno sostegno della Federazione a Stefanini: “Chiediamo che i responsabili vengano identificati e puniti e sollecitiamo un rafforzamento dei sistemi di protezione degli atleti a livello internazionale. Lo sport non può essere minacciato, e chi lo fa deve rispondere delle proprie azioni”.

Non si tratta del primo episodio di intimidazioni ai danni di tennisti professionisti legate a scommesse o pressioni esterne, evidenziando la necessità di maggiori misure di sicurezza per gli atleti.