Benessere mentale, le proposte di Alberti e Faggi: “Servono servizi stabili, continuativi e facilmente accessibili”

Al cinema Terminale assemblea promossa dai due candidati al consiglio comunale di Prato del Pd per fare un focus sulle esigenze di adolescenti e giovani adulti: “Il bonus psicologico non basta. Necessario un presidio reale sul territorio”

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Non un dibattito sulle emergenze, ma un confronto sulle risposte concrete. A Prato, clinici e politica si sono incontrati negli spazi del cinema Terminale per affrontare uno dei temi più urgenti del presente: il benessere mentale di adolescenti e giovani adulti, in una fase in cui le richieste di aiuto psicologico continuano a crescere, soprattutto nella fascia fino a 35 anni. Al confronto, organizzato dai candidati Pd al consiglio comunale Francesca Faggi e Gabriele Alberti, a supporto della candidatura a sindaco di Matteo Biffoni, hanno partecipato la dottoressa Maria Antonietta Gulino, presidente nazionale e regionale dell’Ordine degli Psicologi, il neuropsichiatra dottor Marco Armellini e lo stesso candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Matteo Biffoni.

“Il messaggio emerso con maggiore forza è chiaro: non bastano misure temporanee come il bonus psicologico – spiegano Alberti e Faggi -. Servono invece servizi stabili, continuativi e facilmente accessibili. La prima proposta riguarda lo psicologo di base, previsto dalla legge regionale, da trasformare in un presidio reale sul territorio, a cui accedere facilmente e capace di intercettare il disagio prima che diventi emergenza”. Altro punto decisivo secondo i due candidati del Partito Democratico è quello di “introdurre in modo strutturale lo psicologo a scuola”. “Non presenza saltuaria, ma figura stabile all’interno degli istituti, in grado di sostenere studenti, docenti e genitori, prevenendo isolamento, ansia e dispersione scolastica – aggiungono -. L’idea di fondo emersa dal confronto è quella del ‘vengo io da te’, ti metto nella condizione di avere aiuto, supporto e ascolto nei luoghi dove vivi. Significa portare ascolto nei quartieri, nei luoghi di aggregazione, nei contesti di vita quotidiana”.

In questa direzione è stata indicata come esperienza da rafforzare quella dell’educativa di strada, capace di raggiungere chi spesso resta fuori dai circuiti tradizionali, presenza collaborativa e costruttiva di adulti che non lasciano da soli. Accanto al sostegno psicologico, è stato sottolineato il valore di sentirsi parte di una comunità che pensa al futuro. Una comunità capace di offrire occasioni di incontro, partecipazione e crescita, aiutando i ragazzi a uscire dalla segregazione del circolo ristretto, dall’isolamento relazionale e da orizzonti troppo limitati. “Creare legami, spazi condivisi e prospettive diventa così una forma concreta di prevenzione del disagio” sottolineano Faggi e Alberti.

Tra le proposte più innovative, la creazione di gruppi di ragazzi chiamati a valutare le politiche pubbliche, esprimendo bisogni reali e giudicando l’efficacia dei progetti pensati per loro. Non più giovani osservati dagli adulti, ma giovani coinvolti nelle decisioni. Si è parlato anche di attivazione di percorsi di formazione tra pari: insegnare ai ragazzi a riconoscere il disagio di un amico, ad ascoltare senza giudicare e a orientarlo verso un aiuto competente. Un investimento sulla prevenzione e sulle reti relazionali. Infine, una richiesta condivisa: a Prato esistono molte iniziative, ma manca una regia comune. “Serve una rete stabile tra Comune, scuole, sanità e associazioni, capace di trasformare progetti isolati in una strategia cittadina” concludono i due candidati.

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Alberti, infine, interviene anche sul tema viabilità, riprendendo il documento pubblicato dall’Automobile Club Prato. “Se eletto mi prendo l’impegno di portare avanti il rapporto di vera e fattiva collaborazione fra il Comune e Aci Prato – ricorda -. I temi sollevati dall’Automobile Club Prato sono oggettivamente vitali per la gestione della viabilità cittadina. E vanno risolti assieme, assicurando un respiro d’insieme d’area metropolitana”.

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