“La città sta vivendo momenti politicamente e non solo drammatici. Il commissariamento è un unicum che speriamo di non dovere rivivere mai più. Oggi più che mai, non possiamo aspettare che dall’alto ci vengano calati i nomi dei candidati sindaco. Come Psi di Prato siamo organici al nostro bacino naturale di centrosinistra. E per questo vediamo solo due strade per il bene della città: o c’è un candidato forte, come ci ha insegnato l’esperienza di Biffoni, apprezzato dalla città, oppure sono imprescindibili le primarie di coalizione”.
Il vicesegretario del Partito Socialista di Prato, Andrea Risaliti interviene nel dibattito politico in vista delle elezioni amministrative 2026 a Prato. Lo fa indicando una strada prioritaria per la coalizione di centrosinistra: indire le primarie in assenza di nomi forti, stimati e condivisi fra i vari partiti. “Il candidato non può essere ancora una volta deciso nelle segrete stanze di via Carraia – prosegue Risaliti -. E non può essere nuovamente solo espressione del Pd. Qualora questo accadesse, il Partito Democratico dovrebbe anche assumersi la totale responsabilità in caso di sconfitta di avere consegnato la città al centrodestra”.
Risaliti ribadisce con forza anche la necessità di costruire un’ala riformista all’interno dell’area di centrosinistra: “I pratesi hanno bisogno di una iniezione di fiducia – prosegue -. Serve un candidato sindaco che sia espressione della cittadinanza. Una persona in cui potere credere. Noi come Psi di Prato siamo aperti al dialogo con gli altri partiti della coalizione di centrosinistra e siamo a disposizione per contribuire al bene della città”.


















