Montemurlo abbraccia il suo campione, grande festa a Villa Giamari per l’oro paralimpico di Jacopo Luchini

Il sindaco ha donato una targa commemorativa alla medaglia d'oro nello snowboard che ha voluto omaggiare lo zio con una medaglia, concessa dal Comitato olimpico. Al preparatore atletico Edoardo Bessi ha invece donato la sua pettorina di gara

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A dieci anni esatti dall’argento alle Olimpiadi Rio 2016 di Marco Innocenti, il parco di Villa Giamari ha ospitato ieri sera un’altra grande festa per celebrare l’oro paralimpico conquistato da un altro grande montemurlese, Jacopo Luchini, medaglia d’oro nello snowboard ai giochi invernali paralimpici Milano Cortina . Un sogno che si avvera, perché, nonostante Jacopo abbia conquistato in carriera ben 56 podi, le Olimpiadi rimanevano il suo grande obiettivo. E finalmente Jacopo ce l’ha fatta, come aveva promesso anche al sindaco Simone Calamai: “Vincerò le Olimpiadi e faremo una grande festa”. 

Il parco di Villa Giamari, grazie alla collaborazione del punto ristoro Bistronomia, ha accolto con un aperitivo e un buffet, tantissime persone, non solo parenti e amici di Jacopo, ma anche cittadini che hanno voluto condividere la gioia della vittoria, che, ancora una volta, dopo Marco Innocenti, ha riportato il nome di Montemurlo nell’albo d’oro dei Giochi Olimpici. Il sindaco Simone Calamai ha donato a Jacopo Luchini una targa celebrativa.

Alla festa, in rappresentanza della Questura di Prato e della Polizia di Stato, a cui appartiene Jacopo, essendo un atleta della Fiamme Oro, era presente la capo di gabinetto e dirigente Digos, Mariangela Piedimonte.

Un momento particolarmente emozionante ha visto protagonista lo zio di Jacopo, Primo Luchini, che per il campione è stato come un nonno. Allo zio Primo, Jacopo ha voluto donare la medaglia, concessa dal Comitato Olimpico e coniata dalla Zecca di Stato, per dare l’opportunità ai campioni di omaggiare le persone importanti nel loro percorso sportivo. Jacopo ha voluto anche celebrare pubblicamente l’amicizia che lo lega al suo preparatore atletico, il montemurlese Edoardo Bessi, a cui ha voluto donare la pettorina di gara con il numero 8, quello che lo ha fatto salire sul tetto del mondo. A celebrare Jacopo non è voluto mancare neppure l’altro campione olimpico montemurlese, Marco Innocenti.