Stanasel: «Dopo il disastro della Nazionale serve discontinuità anche a Prato: Massimo Taiti deve dimettersi»

Le parole di Claudiu Stanasel: «Lo sport deve essere patrimonio della comunità, non uno strumento di influenza politica o di posizionamento elettorale»

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La terza esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali ha aperto una crisi senza precedenti nel calcio nazionale, trasformando il dibattito sportivo in un vero e proprio caso politico. Al centro della bufera c’è il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, sempre più al centro di richieste di dimissioni e di una crescente pressione istituzionale. In questo contesto, la Lega ha già assunto una posizione chiara anche a livello nazionale, avanzando una richiesta ufficiale di dimissioni nei confronti del Presidente della federazione dopo l’ennesimo fallimento sportivo. Una crisi che, secondo Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega, non riguarda solo il livello nazionale ma impone una riflessione anche nei territori. “Dopo tre fallimenti consecutivi non si può più parlare di casualità. È evidente che esiste un problema di sistema e, quando un sistema fallisce, servono responsabilità e discontinuità”, dichiara.

Il riferimento, a Prato, è alla figura di Massimo Tito Taiti, attuale delegato provinciale del CONI e vicepresidente del Comitato Regionale Toscana della Lega Nazionale Dilettanti della FIGC, struttura che rappresenta e governa il calcio di base e dilettantistico sul territorio, nonché vicepresidente dell’associazione politica “Orgoglio per Prato”, realtà locale nata a Gennaio di quest’anno che si presenta come civica ma che vede al suo interno figure politiche riconducibili al centrosinistra locale e regionale. Un progetto che, secondo Stanasel, si inserisce in un quadro politico chiaramente delineato, anche alla luce della presenza, alla sua presentazione ufficiale, di esponenti istituzionali come il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale Cristina Manetti, oltre a figure già protagoniste della vita amministrativa cittadina nelle precedenti esperienze di governo locale.

Taiti è inoltre promotore della lista civica “Taiti per Prato”, con la quale starebbe valutando ulteriori percorsi politici in vista delle prossime elezioni amministrative, come riportato dalla stampa locale. “In questo contesto è evidente che non siamo di fronte a un’esperienza neutrale, ma a un’iniziativa con precisa collocazione politica”, prosegue Stanasel. “E tutto questo diventa ancora più rilevante alla luce delle criticità e delle difficoltà che negli anni si sono registrate nella gestione dello sport sul territorio della provincia di Prato e dei problemi concreti che oggi stanno mettendo in difficoltà società sportive, atleti e famiglie. È proprio per questo che serve un cambio di passo netto, credibile e immediato”, aggiunge.

Da qui la richiesta netta: “Non è una questione personale, ma di opportunità e credibilità istituzionale”. Chi rappresenta la FIGC, soprattutto in un ruolo che incide direttamente sul calcio dilettantistico e sulle società del territorio, deve garantire imparzialità assoluta. Non può, nello stesso tempo, essere protagonista di un’iniziativa politica schierata, perché questo può porre un tema di opportunità e di percezione di imparzialità. Il collegamento con quanto sta accadendo a livello nazionale è diretto: “Se a livello nazionale la Lega ha già chiesto con chiarezza le dimissioni del Presidente della FIGC, è evidente che anche sui territori servono coerenza e discontinuità”. “Lo sport deve essere patrimonio della comunità, non uno strumento di influenza politica o di posizionamento elettorale. Prato merita uno sport libero, credibile e davvero indipendente”, conclude Stanasel.