Una galleria d’arte in ricordo dell’amico scomparso: in centro a Prato inaugura Meso Project

Un gruppo di amici riaprirà il laboratorio di via della Stufa 14 dell'artista Luca Mesolella, prematuramente scomparso lo scorso marzo a 36 anni. Appuntamento domenica 11 gennaio, ore 16.30. Bozzetti, opere, sculture, serigrafie, arte di strada sono stati ricatalogati e riallestiti per creare una mostra permanente: “La sua arte continuerà a vivere nei nostri occhi”

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Un progetto nel progetto. Un luogo dove il disegno artistico di Luca Mesolella, in arte Meso, resta in vita attraverso l’impegno e la passione dei suoi amici. Una galleria d’arte che vuole rappresentare un’idea sperimentale: portare avanti un percorso artistico attraverso gli occhi di chi ha condiviso il cammino d’amicizia e culturale assieme all’artista.

Aprirà domenica 11 gennaio, ore 16.30, in via delle Stufa 14 in centro a Prato, la galleria d’arte Meso Project. Si tratta dello spazio che veniva usato come laboratorio creativo da Luca Mesolella, in arte Meso, 36enne artista pratese prematuramente scomparso lo scorso marzo a seguito di una malattia. Un artista autodidatta che era riuscito attraverso le sue idee, la sua passione, la sua visione a trasformare le sue opere in un lavoro. Dopo la sua scomparsa opere, bozzetti, sculture, serigrafie, progetti d’arte di strada erano rimasti nel laboratorio di via della Stufa in attesa che qualcuno le portasse a conoscenza della città, degli appassionati, delle istituzioni. Quel qualcuno sono stati i suoi amici di una vita che hanno ricatalogato le opere, sistemato lo spazio e creato un percorso di fruizione per i visitatori. Un’attività di rielaborazione artistica ormai giunta a compimento e che porterà domenica 11 gennaio all’apertura della galleria artistica Meso Project. A fine gennaio invece è prevista la vera e propria inaugurazione ufficiale.

“Dopo l’addio di Meso tutta questa immensa eredità di tinte e forme è rimasta a noi – spiegano gli amici -. Un lascito importante sia per il valore tecnico-artistico, che per quello emotivo e affettivo. Con coraggio, determinazione e tanto amore abbiamo così raccolto questa eredità, traghettandola verso quel porto che crediamo gli spetti di diritto”.

Nella galleria, trasformata in mostra permanente, si potrà fruire delle varie fasi della carriera artistica di Meso: arte moderna, progetti di arte di strada, sculture, serigrafie sperimentali. Una sezione specifica è dedicata al racconto della città di Prato, ai suoi problemi, ai suoi aspetti di integrazione. Troviamo ad esempio opere dedicate al racconto della comunità cinese, c’è pure la riproduzione di un pezzo di muro di via Pistoiese. Ad accompagnare le esposizioni ci sarà anche un libro catalogo. Ed è on line il sito: https://www.mesoproject.art/

“Durante i mesi dell’allestimento ci siamo impegnati nell’agire con rispetto, correttezza e rigorosa attenzione per non viziare il messaggio voluto dall’artista snaturandone l’essenza – proseguono gli amici -. Un lavoro corale di braccia e testa, un lavoro di amici, tutti importanti in egual misura nel portare a termine questo suo progetto. Crediamo fermamente che Meso ne sia felice sia per le sue opere ed arte, ma soprattutto nel vederci uniti dalla nostra inossidabile amicizia che non cede il passo al tempo”.

La storia di Meso parla di una passione per l’arte nata fin da bambino. Poi nel 2016 l’apertura del laboratorio di via della Stufa, diventando negli anni un punto di ritrovo, un luogo di cultura e aggregazione. Uno spazio diventando anche fonte di ispirazione per le scolaresche che venivano a visitarlo. Oggi diventa una galleria d’arte che visitabile su prenotazione e tenuta aperta nei weekend grazie all’impegno di amici e familiari. “Visitare la galleria sarà un’esperienza a più livelli – concludono gli amici -. La location stessa andrà intesa come un’opera d’arte a sé stante. Al suo interno tutto parlerà di Meso. Una storia che appassiona, il continuo di una storia, una storia d’arte, vita e amicizia, tutta pratese. Una storia che siamo convinti lascerà un segno vivido e colorato nella mente, negli occhi e nel cuore di chi la vivrà in prima persona”.